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La sfida perduta dell’Angelo decaduto

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Un tema delicato, che può generare paura e ansia. Ma quale migliore arma per affrontarlo, se non quello della conoscenza? Questo è quanto suggerisce Elena Melis, nel suo libro Satanisti contro l’uomo. In un centinaio di pagine, l’autrice, presidente del Gris di Rimini, fornisce informazioni e conoscenze utili ad una buona educazione che allontani giovani e meno dal  satanismo, pratica cultuale sempre più diffusa anche nel territorio riminese. “La paura è un’emozione normale davanti a certi argomenti ci avvisa che quell’oggetto può esser pericoloso. Se abbiamo degli strumenti possiamo starne alla larga – rilancia la Melis-.  Del resto la Madonna stessa nella sua prima apparizione a Fatima ha mostrato ai dei pastorelli l’Inferno e ha chiesto loro di offrire le loro preghiere per la riparazione della  anime.” In un’epoca in cui nel mondo cristiano cattolico ci sono sempre meno credenti praticanti, il satanismo e le sue pratiche sembrano diffondersi a macchia d’olio soprattutto tra i giovani. Tristezza e cambiamenti improvvisi negli stili di vita possono essere i primi sintomi che dovrebbero mettere in allarme educatori e genitori. A presentare il libro nella giornata di venerdì 13 maggio, presso l’Oratorio degli Artisti a Rimini, è stato padre Paolo Berti (nella foto piccola), frate cappuccino, componente del Gris, per anni in servizio presso il convento di Santo Spirito, a Rimini.

Padre Paolo, come può essere letto il libro della Melis?
“Il libro deve essere letto all’interno della storia della salvezza. Solo così lo si può comprendere nella sua interezza. La prima volta che ho iniziato a leggerlo avevo paura. Poi ho ragionato e ho capito che non dovevo avere paura e così l’ho letto con piacere”.

Chi è Satana?
“Nel libro della Genesi Satana è un serpente. Satana vuol dire accusatore: accusa Dio di essere lontano e di aver schiavizzato l’uomo. Il serpente vuole portare Adamo ed Eva alla disobbedienza per fare vedere a Dio che il suo progetto è inattuabile. Satana ha visto l’incarnazione del mistero divino”.

E dunque?
“Il Verbo si è incarnato senza il peccato: tutte le cose sono in vista di lui e per mezzo di lui. Noi siamo figli di Dio nel Verbo incarnato. Satana che ha conosciuto l’incarnazione prova invidia verso l’uomo. Satana è una creatura angelica, che Dio ha fatto precipitare e per questo lo mette alla prova. Nel libro della Sapienza mette alla prova Dio sfidandolo, vuole mettere in dubbio che la creatura, in questo caso Giobbe, uomo temerario di Dio, possa amare il creatore e che dall’amore di questo, Dio possa trarne gloria. Satana pensa che l’uomo possa trarre gloria non da Dio, ma da lui stesso.

La tentazione oggi è articolata nel modo del satanismo che promette all’uomo di diventare come Dio.
“Perché l’uomo è attratto da Satana?
Satana viene concepito come il liberatore da una schiavitù. Adamo e Eva pensavano di edificarsi. Dio è onnisciente, conosce bene e male. L’uomo fa il bene e il male che sono due opposti. L’uomo che vuole divinizzarsi oppone bene e male e sceglie di fare il male”.

Dunque l’uomo cerca di arrivare al bene facendo il male?
“Esatto. L’uomo, facendo il male cerca di avvicinarsi al bene, che proprio mentre l’uomo fa il male si illumina ancora di più. Tuttavia il male ti afferra e l’uomo entra in un processo circolare, che conduce al relativismo. Come accade nella Massoneria. Per i massoni infatti non c’è niente di vero. Il dogma non deve esserci. Un giorno un massone mi disse: «Padre, non ci sono dogmi». E allora io controbattei dicendo: io credo che dei dogmi ne abbiate, se dite che «non c’è conoscenza», questo è c’è già un dogma.
Il male ti afferra fino in fondo e ti destruttura. Questo è il luciferismo e il grande peccato originale consiste nel farsi Dio”.

Satana viene sempre rappresentato come un serpente, con diavoletti dalla coda che cercano di essere accattivanti. Non è una banalizzazione?
“Nei giocattoli dei bimbi non c’è il vero, il bello, il buono, ma l’orientamento al duro e all’orrido. Il film dell’orrore piace perché l’individuo si trova sollevato. Bene e male sono congiunti attraverso la perversione mentale. Satana ama farsi adorare come deforme. La pubblicità è orrida. L’immagine è sempre più aggressiva”.

Come si può vincere la battaglia contro Satana?
“Qualcuno ha già vinto la battaglia per noi. Gesù è stato tentato nel deserto, nell’orto degli ulivi, ma ha resistito, anche nel momento in cui è stato messo in croce, con la frase “Padre sia fatta la tua volontà!”.
È l’amore che vince l’odio. Satana è stato sgretolato quando ha visto Cristo sulla croce. Ci sono cattivi esempi, ma abbiamo anche una banda di Santi che cercano di unire e non di fare divisione. Nella croce c’è la vittoria su Satana e sul suo progetto distruttivo nei confronti di quello positivo di Dio”.

Come può la Chiesa arginare il satanismo?
“Oggi siamo in un tempo di croce, che ci porterà all’amore. Venga il tuo regno: il cuore diventa tempio dello Spirito Santo che ci porterà all’amore. Io stesso nella mia predicazione parlo di quel mistero dell’iniquità di cui Paolo parlava ai Tessalonicesi. I nostri fratelli protestanti si liberano dell’amore e della croce. Ma è solo quell’incendio di amore sulla croce che mi fa essere testimone dell’amore”.

Sara Castellani