Il Ponte

Contro la povertà servono relazioni

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Per me Romana è stata come una mamma, mi ha sostenuto in un periodo molto difficile della mia vita: mi sentivo abbandonato e scoraggiato, trovare un lavoro mi sembrava impossibile, ma lei non si è arresa, mi è stata accanto e mi dato coraggio, proprio come una mamma!”
Queste le parole pronunciate con commozione da un uomo, venerdì 14 giugno nella Sala Isotta, ad una delle volontarie della Caritas di Coriano, che lo ha accompagnato per tutto l’iter del Fondo per il Lavoro, dalla compilazione della domanda per la ricerca di un impiego, fino al giorno tanto atteso dell’inizio del lavoro.
Una serata ricca di racconti, testimonianze, foto ed emozioni. A dare il benvenuto ai partecipanti è stata Edda, storica volontaria della Caritas di Coriano, che ha parlato esprimendo tutta la sua passione nel servizio che svolge.
“Abbiamo due responsabilità molto importanti come volontarie: la prima è nei confronti di coloro che si rivolgono a noi aprendoci il cuore nel raccontarci i loro problemi; la seconda è nei confronti della Caritas, perché lo scopo principale della Caritas è quello pedagogico, quindi non si limita a donare viveri o indumenti, ma vuole stare al fianco del povero, ascoltarlo, consigliarlo, camminare insieme a lui, coinvolgendo tutta la comunità in azioni di solidarietà”.
La parola “responsabilità” sembra così lontana dai nostri giorni, eppure questa volontaria ha voluto iniziare la serata con questo termine.
“Avere a che fare con i poveri non è sempre facile – ha continuato Edda – a volte vedi alcuni che hanno difficoltà a parlare per l’imbarazzo mentre altri, invece, sono particolarmente prepotenti e nervosi. Penso a una mamma, lasciata sola dal suo uomo, con due figli grandi ed uno più piccolo. Le sue attenzioni erano tutte rivolte a quest’ultimo, voleva riempirlo di premure e ci faceva richieste assurde e pretenziose, per cui siamo arrivate a dirle dei no e a farle notare che forse stava esagerando nei confronti di questo bambino. Lei ci ha risposto: «Guarda che anche i gatti tirano fuori le unghie per difendere i gattini!» Questa sua affermazione ci ha fatto comprendere che non possiamo permetterci di giudicare le persone e che, spesso, i loro bisogni non sono uguali a quelli che pensiamo noi.
Fra le azioni belle che stiamo realizzando c’è il sostegno e l’accompagnamento a due mamme sole con bimbi piccoli che si sono trovate in gravissima difficoltà riguardo l’abitazione, il lavoro ed il sostentamento per sé e per i bimbi. Il tutto si sta attuando in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, la raccolta fondi da parte dell’Associazione «Una goccia per il mondo», un pranzo ed uno spettacolo teatrale di beneficenza.
Commettiamo degli errori a volte, ma questi ci aiutano a fermarci, a metterci in discussione, a migliorarci e a ripartire con più passione di prima, certi di voler camminare gli uni accanto agli altri!”

Alla serata era presente anche il sindaco, Domenica Spinelli, che ha ringraziato per la presenza di una Caritas così attiva e propositiva sul territorio ed ha sottolineato l’importanza della collaborazione, del confronto e della progettazione comune. Molte situazioni vengono infatti affrontate insieme, anche grazie alla realizzazione di un tavolo tecnico, che vede coinvolti Assistente Sociale, Caritas e Dirigente dei servizi sociali. È in questa sede che vengono messe a punto progettazioni e concordate azioni, tra cui aiuti economici per famiglie in gravi difficoltà.
La parola è poi passata ad Andrea, giovane volontario ed educatore, che ha mostrato alcune foto. “Abbiamo coinvolto i ragazzi della Parrocchia in un pranzo dedicato agli anziani ed è stato sorprendente vedere come non si siano limitati a servire i piatti in tavola, ma si siano fermati ad ascoltarli come se fossero i loro nonni. La povertà è infatti spesso caratterizzata dalla solitudine e il confronto tra generazioni può aiutare molto!”
“Io lavoro – ha aggiunto un altro volontario – ma appena ho un lunedì pomeriggio libero vengo volentieri ad aiutare in Caritas, mi rende felice aiutare!”
All’inizio della serata, il Direttore della Caritas Diocesana, Mario Galasso, aveva espresso il desiderio di vedere aprirsi in ogni Caritas parrocchiale una piccola mensa di quartiere: un luogo dove possano mangiare insieme l’anziano solo, il disoccupato, il padre separato, la donna rimasta sola, ma anche il lavoratore che ha un giorno libero e ha piacere di trascorrerlo con altre persone della propria città. Un luogo cioè dove non si risponde solo al bisogno del cibo, quanto piuttosto a quello relazionale, per creare nuovi intrecci e scambi di solidarietà.
La proposta è piaciuta molto al Parroco, Don Stefano Sargolini, che ha ringraziato per il momento ed ha accolto l’idea, considerandola un progetto fattibile, su cui riflettere.
La serata si è conclusa con un ringraziamento particolare a Milena, una volontaria che ha svolto il proprio servizio con dedizione e cura ma che, essendo siciliana, ha deciso di tornare ai propri affetti nella sua terra.

La Caritas di Coriano nel 2018 ha seguito 41 famiglie, per un totale di 157 persone, di cui 54 minori. Dal 2017 sono aumentate le famiglie italiane, rispetto a quelle straniere (prevalentemente marocchine e tunisine) perché alcune di queste famiglie si sono spostate in altre città d’Europa (la maggior parte in Francia), altre si sono trasferite in Comuni limitrofi ed altre hanno trovato lavoro.
Complessivamente nel 2018 La Caritas di Coriano ha svolto 288 colloqui, distribuito 242 pacchi viveri e seguito 7 mamme con bimbi al di sotto dei due anni.

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