Il Ponte

La cucina? Dall’hotel si può anche spostare

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Dieci anni fa un menù del genere non era neppure pensabile. I tempi cambiano, e con essi le esigenze degli ospiti e la Riviera si adegua. Con lo stesso spirito che anima da sempre l’offerta turistica di Rimini & Co: il turista sempre al primo posto.
Sono in aumento gli hotel che fanno accordi con ristoranti per pranzi (e a volte cene). Niente più cucina, chiusa totalmente o solo in parte, e non di rado gli albergatori si “alleano” per strappare convenzioni convenienti ai ristoranti. Succede a Miramare con il Frontemare (leggi intervista in basso) ma anche a Torre Pedrera con Il Delfino, il Gabbiano, Mirage, Alta Marea e altri. Un cambiamento non solo nell’offerta ma anche di mentalità.
“In realtà, anche gli hotel che si sono incamminati lungo la strada degli accordi e delle convenzioni, non rinunciano del tutto alla cucina” mette i puntini sulle i Patrizia Rinaldis, presidente di Associazione Albergatori Italiana di Rimini. Nuove modalità di vivere la spiaggia, “allergia” agli orari rigidi dei pranzi in hotel, fruizioni differenti della vacanza: sono alcuni dei motivi che spingono i turisti ad orientarsi verso un servizio diverso di ristorazione. E gli albergatori in Riviera recepiscono le richieste e si adeguano, anche a costo di venire meno ad uno dei capisaldi dell’offerta riminese: il cibo. “Ma no, non si tratta di rinunciare a nulla, e il modello pensione completa non è affatto tramontato. – rilancia la Rinaldis – Però il turista ha esigenze differenti, e molto più variegate rispetto a qualche stagione fa. I nostri operatori turistici, da bravi imprenditori, sanno però cogliere i segnali del mercato e rispondono a tali richieste. Ad esempio di chi ama trascorrere più tempo in spiaggia e pranzare in riva al mare, ad esempio”.
L’offerta alberghiera continua a comprendere pensione completa, mezza pensione e bed&breakfast. A Capodanno, ad esempio, c’è stato un ritorno “prepotente” della prenotazione pensione completa, molto conveniente e in una stagione fredda che frena un po’ gli ardori di chi ama stare in giro.
Accanto alle offerte più “tradizionali” e in linea con la storia riminese, si fa strada la convenzione degli hotel con i ristoranti. Per alcuni esperti, non si tratta solo di un modello turistico che rischia di andare in pensione ma c’è in gioco anche altro: per Aureliano Bonini, esperto di turismo e guru di Trademark Italia, verrebbe a mancare anche una fetta di redditività. Non la pensa così la Rinaldis. “La ristorazione rappresenta croce e delizia per il settore alberghiero. Delizia, perché il cibo ha sempre rappresentato un’attrazione forte per i turisti della Riviera. Croce, perché la cucina è tra i costi più alti, reperire personale adeguato non è facile e una generazione di nonne, mamme e zie cuoche sta per tramontare. Rimpiazzarle sarà tutt’altro che semplice”.
Cucina e cibo restano una caratteristica dell’offerta turistica riminese ma servite assieme alla parola d’ordine “diversificazione”. “C’è posto per tutti, per chi ama la pensione completa e il pranzo abbondante, romagnolo e servito come a casa, – fa notare ancora la presidente degli albergatori riminesi – e per chi vuole godersi di più il mare e pranzare al mare, proprio come accade a tanti turisti sulle piste da sci nella stagione invernale, dove gli hotel sono convenzionati con le baite o i rifugi”.
Il pranzo convenzionato che cambia non spaventa Primo Silvestri. Per il direttore di TuttoRomagnaEconomia si tratta di una formula dinamica che cambia l’offerta turistica. “Le vacanze sono sempre più corte e vengono vissute sempre più intensamente: – mette in luce Silvestri – per questo i turisti cercano orari più elastici, e anche il pranzo fuori hotel rientra in questa ottica. Ma il modello pensione completa non va in crisi, è soltanto un nuovo segmento da considerare”.
Aumentano sempre più gli hotel senza servizio di cucina anche a Torre Pedrera. Da quattro anni sono in vigore convenzioni con i ristoranti della zona. Ma con distinguo. “In precedenza l’accordo era sul menù, ora siamo arrivati ad uno sconto del 10%, che in caso di più giorni si alza. – racconta Andrea Rinaldi, titolare del Delfino, da una vita nel campo della ristorazione – Qualche menù è rimasto ma si tratta di casi sporadici di clienti che scelgono il ristorante mezzogiorno e sera per l’intero arco della vacanza”.
L’obiettivo è trattare direttamente con il cliente: il “prezzo” non è tema indifferente. Di qualità, qui a Rimini nord non vogliono neppure discutere. Rinaldi è sicuro: “hotel senza cucina? Aumenteranno sempre più”.

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