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Irrealtà virtuale

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Sul profilo twitter di un noto quotidiano nazionale è finito per sbaglio un appunto di servizio, preso per qualcuno come una notizia, dove si sollecitava a pubblicare una cosa “perché così freghiamo tutti gli altri”, con inevitabile imbarazzo. Su un autobus del trasporto pubblico a Rimini è finito, per errore assicurano i diretti interessati, un messaggio sui rischi da vaccino che ha fatto infuriare l’Amministrazione Comunale. Il tutto mentre sui nostri telefonini girava l’ennesimo messaggio farlocco su una catena di supermercati magnanima che regalava buoni spesa da 500 euro. Dal «troppo bello per essere vero» al «troppo bello, dev’essere vero». Qualche esempio spaiato per mostrare come più aumentano i canali di comunicazione, una babele dove tutto vale tutto, più aumentano le occasioni di perdere il controllo di quello che ci passa e il rischio che le cose sbagliate finiscano nel posto sbagliato. E i messaggi da cogliere poi invece non li si coglie. Il folle di Macerata lo aveva detto: “Adesso faccio una strage”. A forza di leggere ogni giorno le sparate degli eroi da tastiera, magari per tale la si poteva prendere. Purtroppo eroe lo era solo nel suo mondo follemente deviato. E per sparare sparava, ma invece della tastiera usava il grilletto.

Il Caffè Scorretto di Maurzio Ceccarini

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