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Interroga?

studenti esami di maturità

Ai tempi delle superiori c’era un compagno di classe che aveva un rapporto non facile con una materia della prima ora. Ogni volta che arrivava il fatidico giorno, invece di entrare a scuola si piazzava in un vicolo sul lato della classe, aspettava un po’ e poi sbucava da dietro i cassonetti quando compariva il primo compagno o compagna a favore di finestra. “Interroga?”, faceva col labiale. Se il prof spiegava, allora entrava in classe con un ritardo deplorevole ma comunque accettabile. In caso di interrogazioni prendeva invece altre strade. Un ricordo che mi è venuto in mente leggendo di questo gruppo Facebook nato a Rimini per raccogliere e diffondere segnalazioni di controlli in strada da parte delle forze dell’ordine. Il senso in fondo è lo stesso: un sotterfugio per avere il via libera senza rischiare. Ma con un diverso atteggiamento verso la speranza di farla franca. Il gruppo in questione userà pure un linguaggio in codice adottando diversi accorgimenti per non essere visibile a tutti, ma si tratta pur sempre di un gruppo di diecimila iscritti che difficilmente può pretendere di restare carbonaro al 100% su un social network come Facebook e passare inosservato a chi di dovere. Il compagno, col suo metodo artigianale, era invece assai più cauto rispetto all’autorità, in quel caso il prof. Anche a costo di passare un quarto d’ora dietro a un cassonetto.