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Industria calzaturiera – La scarpa non calza più?

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industria-calzaturiera---BaldininiTempi duri per la scarpa made in Romagna che, stando ad alcune statistiche, non calzerebbe più a pennello, perlomeno oltre confine. Crolla, infatti, il mercato dell’export calzaturiero del distretto di San Mauro Pascoli, con un -14%. A dirlo è il monitor sui distretti calzaturieri, diffuso dalla direzione “Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo” relativo al terzo trimestre 2015. I dati hanno subito procurato allarme nel settore, a maggior ragione perché fino a giugno il trend era stato positivo con una crescita dell’export del 2% rispetto al primo semestre 2014. Diversa e meno pessimistica la lettura della Camera di Commercio di Forlì-Cesena e di due imprenditori calzaturieri del territorio. Per questi qualche preoccupazione si registra solo per il mercato con la Russia. Qui solo Gimmi Baldinini, titolare dell’omonima azienda di Savignano, ha oltre 150 negozi monomarca (nella foto all’inaugurazione di uno dei più recenti). “Non ho registrato né calo né crisi – afferma l’imprenditore calzaturiero di San Mauro Pascoli -. Nei miei negozi in Russia si vende ancora. Il problema è che in Italia i russi non vengono più, o ne sono rimasti pochissimi. Sono rimasti offesi per le sanzioni che il governo italiano ha comminato a Putin e al governo russo. La Germania invece, nonostante le sanzioni, ha ancora un bel mercato in quel Paese. Spero solo che tolgano l’embargo e che si possa ripartire”.
Dati più completi, dei primi nove mesi del 2015, sono stati forniti da Annalisa Raduano, vice presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena: “Il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli rappresenta per noi una grandissima opportunità per la qualità delle imprese e del prodotto che esportano in tutto il mondo. Nei primi nove mesi del 2015 abbiamo una produzione generale delle scarpe che segna -1% e il fatturato -4.8%; crescono dell’1.2% gli ordinativi interni, mentre dall’estero calano del 4.3%”.

L’occupazione, secondo l’osservatorio dell’Ente Camerale, rimane stabile con quasi 2.800 persone occupate nel settore nel giugno scorso. “A soffrire di più sono le piccole imprese – aggiunge Raduano -. Emerge anche un trend continuo in aumento per quel che riguarda gli investimenti e i movimenti sul territorio in ambito di produzione calzaturiera. L’economia del Rubicone è fortemente connessa alla scarpa e, nonostante il momento non sia dei migliori, soprattutto verso i mercati russi, il nostro sistema economico vanta complessivamente un export migliore rispetto ai dati emiliano romagnoli e anche in confronto a quello nazionale”.
Volano invece le scarpe di Gianvito Rossi, titolare dell’omonimo marchio di calzature prodotte a San Mauro: “È vero che il mercato russo ha subìto una forte contrazione nell’ultimo anno. Nel nostro caso siamo però in controtendenza e stiamo crescendo molto bene con oltre il 30%. Noi esportiamo il 95% in tutto il mondo e non conosciamo, fortunatamente, crisi. Abbiamo 150 addetti con nuovo personale all’estero e in Italia”.

Ermanno Pasolini

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