Il Ponte

Il Rimini ha cacciato Selighini, ora saranno Carboni ardenti

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Era necessario. Il pericolo, a cinque giornate dalla conclusione del campionato, era una squadra in caduta libera verso la Lega Pro di Prima divisione (ex C1). Così, dopo il rovinoso capitombolo casalingo contro l’Avellino (penultimo in graduatoria), i dirigenti della Rimini calcio hanno deciso di sollevare dal suo incarico Elvio Selighini, che aveva accettato la sfida di assumere la gravosa eredità lasciata da Leonardo Acori, sospendendo la sua attività d’insegnante.
Serviva un paracadute, soprattutto perché appariva essersi un po’ logorato il rapporto tra il tecnico di Novafeltria e i giocatori, che mostravano una pericolosa apatia, nonostante la generosità profusa in campo. Il paracadute porta il nome di Guido Carboni, fratello maggiore di Amedeo Carboni (ex giocatore di Sampdoria, Roma e Valencia): 46enne di Arezzo, è un ex attaccante che ha calcato i terreni della serie C; nelle stagioni 2004-2006 ha allenato il Bari (13° e 12° posto), nel 2006-2007 il Crotone (con retrocessione in C1), infine nel 2007-2008 è subentrato a Sarri ad Avellino, prima di essere a sua volta sostituito da Calori.
La gara contro i lupi campani, finita 2-3 (nonostante il vantaggio di 2-1 nella prima frazione di gioco), è quindi diventato l’epilogo dell’avventura di Selighini, persona che merita grande rispetto per l’impegno, lo stile e l’umiltà profusi nei 10 mesi dedicati da primo allenatore alla causa del suo Rimini. “Lascio a testa alta e tiferò come un pazzo perché il Rimini resti in serie B. Auguro a Carboni tutto il meglio possibile e spero che i ragazzi raggiungano questo traguardo. Tradito da qualcuno? No, non credo, o meglio, non voglio neppure pensarlo”.
Dall’ultima partita emerge come dato positivo il primo gol in carriera (in 7 campionati) di Alessandro Frara, oltre al quinto di capitan Ricchiuti, coinvolto a fine gara in uno spiacevole faccia a faccia con alcuni tifosi. Purtroppo la sfortuna, condita con l’imprecisione e la colpevole concessione di campo ai giovani indomiti avellinesi, apparsi tutt’altro che imbattibili, hanno trasformato quello che poteva essere un passo quasi decisivo verso la salvezza in un inaspettato boomerang.
“Ho accettato questo incarico – ha detto il neo mister – perché sono certo che questa squadra ha tutte le carte in regola per salvarsi. Ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti, i ragazzi devono mettersi in testa che bisogna correre molto e parlare poco”.
A iniziare da Vicenza, dove venerdì sera, alle 20.45, i biancorossi si giocheranno una buona fetta di salvezza.

Roberto Baietti

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