Il Pacifico nemico in agguato

    SI CHIAMA H1N1. All’apparenza una sigla qualunque. In realtà questi quattro codici significano, per centinaia di milioni di persone al mondo, e per un buon 75% della popolazione della nostra provincia, che conta 294.110 abitanti, una settimana a casa con febbre, brividi, mal di testa, malessere generale, inappetenza, dolori di tipo articolare, muscolare, osseo e manifestazioni come tosse, raffreddore, mal di gola, catarro, bronchite e sintomi gastrointestinali. Stiamo parlando del virus dell’influenza che quest’anno, ci dicono gli esperti, sarà di media intensità. “L’entità del contagio – dice il direttore del Distretto Ausl di Rimini Riccardo Varliero – dipenderà anche dalle condizioni climatiche. Non credo si ripeterà la stagione clemente dello scorso anno; se quest’anno il clima sarà più rigido, potremo assistere ad una diffusione maggiore”.

    Vaccinarsi,
    quando?
    Ma da dove nasce il virus di quest’anno? Lo abbiamo chiesto, oltre che a Varliero, al direttore del Dipartimento di Sanità Pubbica Francesco Toni.
    “Il virus, composto dal ceppo A/H1N1, proviene dalle isole Salomone, situate nell’Oceano Pacifico – ci spiega Toni – al quale si associano due virus americani: il Wisconsin, già conosciuto lo scorso anno (A/H3N2) e il B-Malaysia”.
    La salute quindi, premurosamente e accuratamente conservata e protetta, potrebbe sparire dopo i primi starnuti?
    “L’influenza è una malattia infettiva provocata da virus che si trasmettono per via respiratoria – sottolinea Varliero – per cui, molto facilmente, una persona malata contagia una sana, anche solo parlando, starnutendo o tossendo. Niente è più semplice: ci si può contagiare stando a contatto con gente che transita nei luoghi pubblici o affollati, nei centri commerciali, nei cinema, nei tram o dove affluisce un numero considerevole di persone come avviene per comunità, mense, grandi aziende, ospedali, scuole, uffici pubblici”.
    Quando è previsto l’arrivo in Italia del virus?
    “Sarà in agguato da Natale a febbraio inoltrato – fa la sua previsione Toni – periodo nel quale si raggiungerà il picco massimo di pandemia. Occorre perciò che le persone che intendono vaccinarsi facciano le opportune considerazioni, calcolando che la copertura ottimale si ottiene dopo 10-15 giorni dalla vaccinazione ed ha un’efficacia di circa 6 mesi”.

    Vaccinarsi,
    perché?
    Il vaccino salvaguarda completamente dall’influenza?
    “Il vaccino – prosegue il direttore del Distretto Ausl – non rende completamente esenti dal contagio, permette però una versione più attenuata dei sintomi e rappresenta un vero e proprio salvavita per i soggetti a rischio, riducendo di molto le ospedalizzazioni”.
    Da quale età il SSN consiglia il vaccino e quali sono i soggetti più a rischio?
    “Si può partire dai 6 mesi di vita per i bambini affetti da gravi patologie, altrimenti si adotta dai 9 anni di età in caso di criticità; inoltre – fa sapere Toni – viene consigliato per bambini, ragazzi e adulti affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, per malattie cardio-circolatorie, diabete mellito, malattie renali, malati di tumore, malattie con deficit immunitario, per i lungodegenti, gli ultra 65enni ed è consigliata per le persone che sono addette a servizi pubblici di interesse collettivo”.

    Vaccinarsi,
    quanto costa?
    Volendo fare due conti, parliamo ora dei costi sociali dell’influenza che ogni anno gravano e si riversano sull’intera collettività. Si quantificano numeri di tutto rispetto sia legati alla perdita in ore lavorative che scolastiche; molto spesso l’impatto sui costi famigliari e sul SSN sono notevoli. Nel 2006 furono vaccinate, gratuitamente, circa 60.000 persone; quest’anno, a fronte dei 225 medici di base impegnati nella campagna vaccinale l’Ausl ha acquistato 67.800 dosi di vaccino per un costo complessivo di circa 800.000 euro, pari a 13 euro a vaccino; saranno inoltre in distribuzione anche 30.000 volantini informativi.

    Laura Prelati