Il Ponte

Gustate e vedete com’è buon il Signore

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Nel Consiglio Pastorale Diocesano il vescovo Francesco ha presentato questa lettera rivolta agli sposi che vivono situazioni di separazione, di divorzio e di nuova unione. Papa Francesco nell’ esortazione apostolica “Amoris Laetitia” ha invitato ogni Chiesa Locale e i suoi pastori ad offrire a persone (e coppie) separate e risposate civilmente “un itinerario di accompagnamento e discernimento che orienti questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio” (A.L.300), al fine di una migliore integrazione nella vita della comunità cristiana, con l’eventuale riammissione ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia.
Un percorso che coinvolge in primis i presbiteri ma anche altre figure di laici o religiosi preparati per questo servizio.
Per tale motivo, il nostro vescovo Francesco ha pensato di offrire questo piccolo strumento che sensibilizzi le nostre Comunità parrocchiali e le Aggregazioni laicali all’importanza di un’accoglienza e integrazione di queste persone e li spinga a cercare un dialogo personale con persone o coppie coinvolte in queste situazioni.
Si tratta di una “Lettera” semplice che vuole manifestare la vicinanza del Vescovo e l’accoglienza della Chiesa verso queste situazioni.
Il Vescovo invita ogni persona credente a farsi, con questa lettera, strumento di contatto e sensibilizzazione, nella forma del contatto “da persona a persona”, nei luoghi e forme che si ritengono opportune. Può quindi diventare, in tal modo, anche una preziosa forma di missionarietà. Ecco perchè con questo numero de ilPonte è allegata una copia di questa lettera.

Rimini, 9 giugno 2019
Festa di Pentecoste

Carissime sorelle, carissimi fratelli,
con questa lettera vengo a bussare alla vostra porta perché mi piacerebbe stabilire un contatto limpido e amichevole con voi che avete celebrato il matrimonio in Chiesa e, dopo averne sperimentato la fine, avete iniziato un’altra convivenza stabile, forse anche con il rito del matrimonio civile. Permettetemi di confidarvi che non vorrei minimamente ‘entrare a gamba tesa’ in casa vostra. Desidero piuttosto pormi nei vostri riguardi con tutto il rispetto che meritate e con tutta la schietta cordialità di cui sono capace.
In verità vi confesso: desidero esservi semplicemente vicino. Questo sentimento di affettuosa prossimità nei vostri confronti non è per me qualcosa di forzato né puro effetto di ostinata autocostrizione.
È piuttosto un sentimento intenso che mi vibra nell’animo, poiché vi vedo dentro il grande abbraccio di Gesù crocifisso e risorto, e vi considero veri membri del popolo di Dio. In effetti voi non siete cristiani separati o tantomeno ‘scomunicati’, né vi dovete sentire emarginati o estranei nella grande casa comune, la Chiesa, perché in forza dello stesso battesimo non ci sono né ci possono essere tra di noi battezzati di ‘serie A’ o di ‘serie B’. Pertanto, se in passato fossero stati espressi nei vostri confronti giudizi pesanti o addirittura aspre parole di netto rifiuto, a nome della comunità diocesana e mio personale ve ne chiedo sinceramente perdono.
Vi posso inoltre assicurare che la strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno. È invece la strada della missione, che ci spinge ad ‘uscire’ da cerchie troppo ristrette per annunciare a tutti il vangelo della misericordia e della conversione. Perciò mi preme incoraggiarvi a seguire un proficuo cammino di fede. L’ascolto assiduo della parola di Dio, la partecipazione attenta e attiva alla celebrazione eucaristica, la condivisione della vita comunitaria, il servizio educativo dedicato ai vostri figli, l’impegno generoso a favore dei più poveri: sono percorsi aperti a tutti e pertanto accessibili anche a voi. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo, donatoci da Gesù risorto a Pentecoste, non si è mai
volatilizzato. Né si è ancora stancato di purificare la Chiesa, perché sia e resti madre di tutti, e non diventi mai matrigna per alcuno.
Da ultimo vorrei invitarvi a valorizzare con fiducia il servizio dei vostri sacerdoti, diocesani e religiosi, e a utilizzare al meglio il valido sostegno di una équipe diocesana che vi può accompagnare nella lettura della vostra esperienza di vita, alla luce del vangelo. E vi può aiutare nel cammino di integrazione nella comunità cristiana a cui appartenete o nella quale desiderate di venire inseriti. Pertanto qui di seguito trovate un elenco di persone e di strutture idonee e disponibili a starvi vicino in questo percorso.
Ora vi saluto con le parole di Papa Francesco: “Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa”.
Con affetto sincero e sentito

+ Francsco Lambiasi

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