Il Ponte

Giobbe, l’innocente alla prova del male

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Manifesto-Settimana-Biblica-2017

L’esperienza della Settimana Biblica è ormai giunta alla XIX edizione. Un’eredità impegnativa?
“L’interesse delle comunità ecclesiali e civili a questo appuntamento è andato via via crescendo e diffondendosi, dando origine ad una tradizione che ormai caratterizza l’anno pastorale della Diocesi, come occasione privilegiata per un ascolto approfondito della Parola di Dio. La scelta di un libro del Nuovo o dell’Antico Testamento oppure di un percorso tematico che tenga insieme i due testamenti, intende infatti ispirare l’anno pastorale diocesano e fornire contenuti in grado di alimentarne il cammino.
Questo orizzonte della Settimana Biblica nutre ogni anno la proposta e impedisce l’invecchiamento di un’esperienza che fin dall’inizio l’ISSR, l’AC e il centro culturale “Paolo VI” hanno contribuito ad organizzare, e che dal 2012 è presa in carico dal Settore Apostolato Biblico assieme alle succitate realtà ecclesiali”.

In questi anni ci sono stati cambiamenti nella proposta?
“La Settimana Biblica si è arricchita nelle recenti edizioni di momenti privilegiati di ascolto e condivisione della Parola di Dio che, accanto alle lezioni frontali in Sala Manzoni, intendono offrire esperienze e metodologie per la lettura popolare. A questi si sono aggiunti, a partire da quest’anno, gli atelier di narrazione biblica e bibliodramma, rivolti prevalentemente a catechisti ed educatori. Si tratta di occasioni per far rifluire questo evento più direttamente nella pastorale delle parrocchie e delle aggregazioni laicali, con la formazione ministeriale al servizio della Parola di Dio”.

Come la Settimana Biblica è inserita nel cammino formativo della Diocesi?
“Da un lato la Settimana si pone come una tappa iniziale del cammino dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, perché costituisce un’offerta formativa anzitutto per i suoi studenti; dall’altro essa è parte integrante del percorso formativo predisposto dalla Diocesi di Rimini per ministeri tradizionali, come accoliti, lettori e ministri della comunione, o per il ministero più recente del servizio alla Parola di Dio. Essa infatti intende offrire esperienze di pastorale biblica e consegnare alcuni strumenti per riproporle nei propri ambiti di servizio. Come accompagnare un incontro di preghiera sul Vangelo domenicale? Come aiutare specialmente gli adolescenti e i ragazzi a comprendere il messaggio biblico? Le lezioni serali, gli atelier di lettura popolare della Bibbia e di bibliodramma offrono alcune tra le esperienze e i metodi per portare la Parola di Dio a giovani e adulti”.

Il tema di questo anno è il libro di Giobbe. Perché scegliere un libro così complesso e difficile?
“Perché il Libro di Giobbe affronta la questione del male e della sofferenza dell’uomo innocente, mettendo radicalmente in questione il rassicurante principio di retribuzione che tutta la tradizionale sapienza di Israele ha sempre affermato, a partire dal Libro dei Proverbi: se l’uomo si comporta secondo la Legge, viene ricompensato da Dio, se invece si comporta male, viene punito di conseguenza. La sofferenza dell’innocente mostra come l’applicazione di questo principio non sia automatica, ma chiami in causa la «sapienza», ossia la relazione intima e autentica tra l’uomo e Dio. Perché i bambini soffrono? Perché ci sono le malattie e la morte? Perché catastrofi naturali colpiscono tutti, buoni e cattivi? Il libro di Giobbe intende proprio affrontare queste domande”.

Come si articola nella Settimana il percorso all’interno del libro?
“In una prima relazione Luca Mazzinghi ci presenta il piano globale del Libro di Giobbe, nel rapporto dinamico tra la cornice narrativa e il corpo poetico, e offre un saggio di esegesi del c. 3, ossia il primo intervento di Giobbe, in cui egli maledice il giorno in cui è nato. Laila Lucci affronta una serie antologica di testi tra il c. 4 e il c. 27, mettendo a confronto la prospettiva di Giobbe e la falsa sapienza degli amici. Sebastiano Pinto commenta la risposta di Dio all’accusa di Giobbe nei cc. 38-42 e la conclusione del Libro nei versetti di cornice (42,7-17). Si tratta da parte di Dio di una spiegazione del problema del male? Quale sapienza viene proposta dal Libro di Giobbe per l’uomo di oggi? L’ultima relazione, affidata a Luigino Bruni, fa emergere la questione del come credere in Dio oggi, partendo dal punto di vista dei sofferenti, degli ultimi nella storia, anche alla luce delle rilevanti ingiustizie sociali ed economiche del mondo”.

Si tratta di relatori di notevole calibro. Sapranno anche farsi comprendere dalla gente?
“Sono tutte persone scelte sia per le grandi competenze scientifiche e il curriculum degli studi biblici (o economici nel caso di Luigino Bruni) sia per la comprovata capacità di comunicare in modo semplice questioni profonde e complesse, sia di natura letteraria che teologica. Luca Mazzinghi, il relatore della prima serata, è anche il presidente dell’Associazione Biblica Italiana, che quest’anno patrocina l’evento riminese a livello nazionale”.

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