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Furto sacrilego al Suffragio di Rimini

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Rubata la corona della Madonna Addolorata dalla chiesa del Suffragio, in pieno centro a Rimini.
Dell’ammanco se ne sono accorte alcune donne che si ertano recate in chiesa per la Messa feriale delle ore 8. La corona sormonta la statua della Madonna Addolorata patrona della Rettoria del Suffragio, opera dell’artista bolognese Angelo Gabriello Piò, la cui presenza è attestata almeno dal 1890.
La statua in origine era collocata presso la Chiesa dei Servi, sempre a Rimini, poi durante le soppressioni napoleoniche era stata trasportata al Suffragio, e al suo posto i padri dominicani hanno installato la statua della Madonna del Rosario.
“La statua della Madonna Addolorata è venerata sul secondo altare di destra, – scrive Pier Giorgio Pasini nella sua Guida breve per la chiesa di San Francesco Saverio, detta del Suffragio, ilPonte, Rimini 2009 – : si tratta di un’opera seriale del bolognese Angelo Gabriello Piò (1690-1770”. La cappella è stata a suo tempo adornata con pitture che con l’andar del tempo si sono scolorite.
La corona non ha valore commerciale: la sua forma di argentatura nasconde solo un vile metallo. “Ma ovviamente riveste un grande valore religioso e affettivo” spiega il Rettore del Suffragio, don Agostino Pasquini.
Mercoledì 28 febbraio la corona si trovava ancora al suo posto. È ancora don Pasquini a ricostruire i fatti: “Questa mattina ho aperto, come d’abitudine, la chiesa alle 7,20. La celebrazione della Messa è prevista per le ore 8: dunque in quel lasso di tempo qualcuno si è introdotto in chiesa e ha asportato la corona”. Il sacerdote addolorato ha sporto denuncia contro ignoti.
Il furto segue di qualche giorno quello perpetrato a Saludecio nei confronti dell’aureola del Santo Amato nella copia del bronzo seicentesco, anche in questo caso dal valore nullo perché le coroncine erano di semplice cartone dorato; e di quelli tentati nel convento delle suore di via Flaminia a Rimini, e dai frati minori francescani delle Grazie, a Covignano (asportate chiavi d’auto e un portachiavi in oro).
La speranza per il Suffragio è che, una volta accortisi del furto senza valore economico, i “soliti ignoti” ritornino sui propri passi restituendo alla Rettoria e ai fedeli la corona. (p.g.)

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