Il Ponte

Empatia con i dinosauri a più livelli

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Prima della comparsa dell’uomo c’erano… I dinosauri formato cinematografico dopo aver conquistato il botteghino (la saga inaugurata da Steven Spielberg nel 1993 tratta dal romanzo di Michael Crichton è uno dei cicli più redditizi della settima arte) sembrano intenzionati a riprendersi il loro posto sulla terra, dato che Isla Nubar (la sede di Jurassic World) cede alla forza distruttrice del vulcano e i grossi bestioni sono oggetto di interessi economici e manipolazioni genetiche da parte di un affarista senza scrupoli. Per fortuna ci sono Owen (Chris Pratt) e Claire (Bryce Dallas Howard), gli eroi del primo “World”, intenzionati a salvare le possenti creature anche se c’è una nuova tipologia di dinosauro più temibile dei precedenti. Il secondo Jurassic World vede in regia J.A Bayona (già “The Impossible” e il curioso fantasy-horror-adolescenziale “Sette minuti dopo mezzanotte”), con un risultato piuttosto piacevole, considerando che i ‘dinos’ rappresentano sempre un richiamo irresistibile per i giovanissimi (sconsigliata la visione ai bambini troppo piccoli e impressionabili, ma i più coraggiosi si esaltano di fronte alle grandi dimensioni delle creature). Non siamo più nel parco ma in “territorio umano” e il finale lascia presagire che ne vedremo delle belle in un possibile terzo episodio.
Riappare Jeff Goldblum, il matematico già presente in “Jurassic Park”, mentre nel cast notate James Cromwell, Geraldine Chaplin e la giovane Isabella Sermon, alla quale spetta la cruciale scelta finale della vicenda.
Problematiche etiche ed ecologiche (far vivere creature prodotte in laboratorio o lasciare che la natura segua il suo corso riprendendo il processo di estinzione?) si affacciano in un blockbuster ben confezionato con denti aguzzi, fauci spalancate e ruggiti possenti.

Il Cinecittà di Paolo Pagliarani

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