Il Ponte

Don Luigi Tiberti: testimone di Dio fra i giovani, nel lavoro e nella società

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“Fiorisci là dove il Signore ti ha piantato “ J. Cardijn. Così si può sintetizzare l’atteggiamento di don Luigi Tiberti che ha speso la sua vita per far incontrare la realtà della vita quotidiana con Gesù Cristo, come evidenziato anche dalle sue parole: “Ognuno di noi è in contatto con il mondo attraverso gli ambienti di vita che devono essere trasformati, cristianizzati. É negli ambienti che dobbiamo essere sale della terra, luce del mondo. Ogni ambiente è luogo di Dio, è luogo di missione. Dobbiamo sentirci inviati da Cristo per essere suoi testimoni.”
A 10 anni dalla scomparsa resta viva la sua eredità fra chi l’ha conosciuto ed amato e ha ricevuto da lui indicazioni per un cammino di fede e di valori da realizzare nella propria vita.
Don Luigi nasce a Roncofreddo (FC) il 3 gennaio 1929, viene ordinato sacerdote il 27 giugno 1954 e spende la propria vocazione sacerdotale prima come assistente della Gioventù di Azione Cattolica e delle ACLI, poi dagli anni ’70, come assistente della GiOC (Gioventù Operaia Cristiana) e CML (Cristiani nel Mondo del Lavoro) e come responsabile diocesano della Pastorale Sociale. Dal 1959 fino al pensionamento è insegnante di religione all’Istituto professionale “Leon Battista Alberti” dove incontra tantissimi giovani del mondo popolare che aiuta a crescere e a formarsi a livello sociale e di fede.
Si spegne nel 2010 dopo una lunga e dolorosa malattia.
Veramente la parrocchia di don Luigi non è segnata da case o da campanili, ma da ciminiere, da scuole professionali, da gruppi di evangelizzazione, da oratori rivisitati con garbo e cuore nuovo. (Mons. Giancarlo Maria Bregantini – dalla prefazione al libro “Don Luigi Tiberti la sua parrocchia il mondo del lavoro”).
Attualità del suo messaggio
In un mondo del lavoro in continua e burrascosa evoluzione dove aumentano diseguaglianze sociali e precarietà, in una società aggredita dell’egoismo e dall’insicurezza, la testimonianza e il pensiero di don Luigi sono quanto mai attuali e ci stimolano a continuare a diffondere il suo messaggio del quale proponiamo alcuni spunti:
“- Dio, ci chiama a cooperare, mediante il lavoro quotidiano, al disegno immenso della creazione, e con l’impegno comune di costruire un mondo più giusto e fraterno dove ogni uomo trovi un posto conveniente alla sua dignità, per attuare la propria vocazione e contribuire al progresso di tutti. Pertanto, la Chiesa deve inviare i cristiani negli ambiti della società politica, del sindacato, del volontariato.
– Il tempo che viviamo richiede l’urgenza storica di fare il passaggio ad una nuova cultura, in cui l’uomo sia posto al centro di ogni cosa, viva e lavori all’interno di relazioni solidali. Una società che accettasse la divisione e la frantumazione finirebbe per venir meno all’esigenza di giustizia, di equità, di partecipazione che sono invece assolutamente necessarie, tanto più oggi in un contesto sociale aperto a nuove possibilità, ma carico anche di ambivalenze e di rischi.
– Dobbiamo impegnarci sul serio e non giocare all’impegno!”
Quale eredità
Anche grazie all’azione e alla testimonianza di fede di Don Luigi negli anni sono fiorite numerose vocazioni che ne costituiscono un’eredità ricca e feconda a partire dai militanti e permanenti (giovani che si mettono a servizio della GiOC per un periodo della loro vita) che hanno diffuso e fatto crescere l’esperienza della GiOC nella nostra comunità locale e in altre regioni italiane e militanti impegnati nei propri ambienti di vita: lavoro, parrocchia, volontariato, attività sociali e cooperative. Con il suo incessante incoraggiamento ha favorito vocazioni sacerdotali, adulti impegnati nel sindacato sia a livello di base che funzionari e responsabili, numerosi volontari e responsabili della Protezione Civile locale. Ha ispirato e sostenuto la nascita della cooperativa Solidarietà, che attraverso varie attività, è da anni impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e con disabilità. Attualmente il CML sta collaborando con le suore Francescane Missionarie di Cristo e un gruppo della Protezione Civile di Rimini alla costruzione di un forno per il pane nel villaggio di Gwandumehhi in Tanzania, con l’obiettivo di ridurre la povertà, migliorare la situazione delle donne attraverso la formazione e il lavoro, favorire nuove coltivazioni.
Ritrovarci per proseguire sul cammino da lui tracciato
Per ricordare e rendere attuali l’insegnamento e i valori che don Luigi ci ha trasmesso, come associazioni GiOC, CML e cooperativa Solidarietà invitiamo a partecipare a due importanti momenti: il primo S. Messa in suo ricordo domenica 26 gennaio 2020 alle ore 18 presso la chiesa di San Giovanni Battista a Rimini, il secondo venerdì 28 febbraio 2020 alle ore 21 presso il Teatro degli Atti di Rimini assemblea pubblica sul tema “Nuovi lavori e diseguaglianze nella società che cambia: sfide per l’evangelizzazione” Relatore prof. Stefano Zamagni, in collaborazione con Ufficio Pastorale Sociale, Caritas diocesana, Azione Cattolica diocesana.

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