Il Ponte

Digitale: banda larga, ma non troppo

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banda-largaInternet, digitalizzazione, connessione, mail… Sono non solo entrati nel lessico quotidiano ma, con una automaticità che tradisce l’abitudine, quando non la dipendenza, fanno oramai parte della normale vita quotidiana. Essere sempre connessi non è una deformazione, ma è divenuto un titolo di modernità, quasi un vanto.
Questo per le persone. Per le aziende, invece, avere buone connessioni e aggiornati servizi digitali è una risorsa, per far viaggiare informazioni, documenti e merci.
In passato, in qualche area industriale della provincia (ad esempio a Camerano, Poggio Torriana), gli imprenditori lamentavano parecchie difficoltà, che pare siano state risolte.
Il Rapporto 2015 “Benchmarking della società dell’informazione in Emilia Romagna”, edito dalle Regione, ci aiuta a fare il quadro della situazione.
In provincia di Rimini, a metà 2015, avevano accesso ai servizi di banda larga su rete fissa superiore a 2 MB/sec il 93.3% della popolazione, due punti sopra la media e il dato migliore di tutte le altre province dell’Emilia Romagna. Aggiungendo, all’uso del cavo, la connessione senza fili (wireless) i residenti di Rimini coperti salgono al 98.5%, ancora una volta il miglior dato della regione. Solo l’1.5% della popolazione, probabilmente la più distante dai centri urbani, è servita esclusivamente dai servizi satellitari. In questo caso leggermente al di sotto del resto.
Ma con materiali (file) da scaricare sempre più pesanti (basta pensare alle tavole da disegno, oppure ai film) è il fattore velocità a diventare sempre più importante.

Banda… per pochi. In questo caso la popolazione che può accedere a servizi in banda ultralarga fino a 30 MB/sec (dato 2014) raggiunge il 40.7% nel comune di Rimini, l’89.3 a Bologna, il 76.4 a Reggio Emilia, il 65.3 a Modena, infine il 66.9% a Forlì. Rimini non è ultima, ma quasi: infatti, tra i comuni capoluogo, solo Ferrara col 34.4% dei residenti coperti e Ravenna con il 28.4% stanno peggio.
Un deficit da recuperare, perché ne va di mezzo una parte della competitività di chi in questo territorio opera. Considerando anche che ad avere accesso alla banda ultralarga fino a 30 MB/sec in Europa è già il 64% della popolazione: 23 punti percentuali più di Rimini.
Invece, nessun comune di questa provincia dispone ancora di servizi a banda ultralarga fino a 100 MB/sec., presente solo a Bologna (dove la copertura raggiunge però solo il 2.8 % della popolazione) e pochi altri comuni dell’Emilia. In totale l’accesso alla banda ultralarga riguarda l’1.4% della popolazione regionale, a fronte del 2.4% dell’Italia e del 6% dell’Europa.
Poi c’è l’ultima generazione, la LTE/4G (sigla che sta per Long Term Evolution/4Generazione), di banda ultralarga, che garantisce una velocità di trasferimento dati in download (scaricamento) fino a 326 MB/sec, ma che non tutte le compagnie sono in condizione di offrire. In provincia di Rimini l’unica compagnia a coprire tutti i 26 comuni è Telecom Italia, seguita da Vodafone con 14 su 26, quindi Wind con 6 su 26. La disponibilità o meno di un servizio di ultima generazione può sicuramente essere un criterio valido per valutare o meno le offerte che le compagnie telefoniche non fanno mancare.

La sanità on line. Un capitolo a parte lo merita la sanità, i cui servizi, come le prenotazioni delle visite, delle analisi e il pagamento del ticket sono, insieme al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), sempre di più on line. Il FSE è una raccolta di dati e informazioni sanitarie che costituiscono la storia clinica e di salute di una persona. La consultazione del FSE avviene in forma protetta e riservata attraverso l’utilizzo di credenziali personali. A fine 2014 gli FSE attivati nella sede di Rimini dell’Ausl Romagna sono 1.881 (51mila in regione), quando erano 449 nel 2012. Nello stesso arco di tempo gli accessi effettuati sui FSE attivati, sempre a Rimini, sono cresciuti da 2.569 a 22.965: cioè nove volte di più, andando anche meglio dell’evoluzione regionale. Questo dei servizi sanitari on line è un fatto certamente rilevante, ma andrebbe fatta maggiore informazione verso i cittadini per metterli al corrente della novità perché, non lo dimentichiamo, i residenti della provincia di Rimini sono 340mila. Ed in teoria ognuno dovrebbe essere titolare di un FSE.

Concludendo. La digitalizzazione di tanti servizi pare procedere in modo spedito, ma vanno tenuti presenti gli obiettivi che l’Europa si è data, da raggiungere entro il 2020, perché “l’economia cresca rapidamente, creando posti di lavoro e ricchezza” e che riguardano: copertura con la banda larga sopra i 30 MB/sec dell’intera popolazione; accesso, alla stessa data, per almeno la metà della popolazione agli abbonamenti e servizi in banda ultra larga sopra i 100 MB/sec. Mancano solo quattro anni e i ritardi appaiono piuttosto evidenti.

Primo Silvestri

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