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Vela – Come soffia il vento dell’Adriatico…

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CornacchiaRimini e la riviera romagnola non sono solo turismo. Non solo musica, discoteche, locali, negozi o eventi. Oltre al ricchissimo patrimonio artistico, di cui si parla, ma mai abbastanza, c’è un’altra cosa che caratterizza Rimini e la Riviera: una lunga tradizione nella vela. Scuole di vela, piccole regate, club nautici sono la normalità nel nostro territorio, a ricordare che il mare, quel grande e scorbutico compagno dell’uomo, è di navigatori e velisti, prima che di turisti e bagnanti. Non è un caso, quindi, che velisti di fama internazionale siano partiti proprio da qui, da Rimini, prima di conquistare i mari del mondo. Grandi come Cino Ricci, classe 1934 che, dopo aver cominciato prestando servizio su navi di pescatori e turistiche nel nostro Adriatico, è diventato il leggendario skipper di Azzurra, la barca italiana finanziata da Gianni Agnelli in persona, che nel 1983 arrivò fino alle semifinali dell’America’s Cup. O come Massimiliano Sirena, detto Max, classe 1971, grande skipper di Luna Rossa che quella America’s Cup l’ha vinta ben due volte: nel 2010 con gli americani del team Oracle, e quest’anno, con la squadra New Zealand.
Senza scordare Marco Cornacchia, riminese, oggi direttore della Marina di Loano, che proprio nelle acque della Riviera ha imparato a navigare, e a rispettare il mare.

Marco Cornacchia, come ha cominciato la sua vita nella vela?
“Ho iniziato da bambino, a 11 anni, in una scuola di vela a San Giuliano Mare, la SVAR, che aveva sede vicino all’attuale base al mare dello Yacht Club di San Marino. Sono partito, come tutti i bambini, giocando. Il gioco nel corso degli anni si è trasformato in passione, che mi ha portato a fare tante regate con le derive e il windsurf. La passione è poi diventata la mia professione fino a 8 anni fa: nel corso degli anni ho vinto 7 campionati del mondo in diverse classi, una Louis Vuitton Cup con il Moro di Venezia e innumerevoli altre regate internazionali”.

Qual è stata la sua esperienza e i suoi risultati come velista a San Marino?
“Dopo aver partecipato all’America’s Cup del 1992 a San Diego, in California, con Il Moro di Venezia, aprii una società di gestione di sailing team, quindi di barche da regata e di equipaggi. Come team manager, attraverso la società sammarinese, ho gestito importanti squadre, con barche di tipo Mumm 30, Farr 40, TP 52 e molti altri ancora”.

Come vede oggi, in generale, il mondo della vela sportiva? È cambiata nel corso degli anni?
“Il cambiamento più radicale, e profondo, lo ha naturalmente portato la grande crisi economica degli ultimi anni. Ci sono meno barche da regata e meno armatori che, pur avendo ancora una grande passione, non investono più nella vela agonistica. Senza i privati, la vela è uno di quegli sport che fatica moltissimo a sopravvivere. Le classi olimpiche, che rappresentano il vero terreno di prova per i futuri campioni, sono molto costose e i ragazzi giovani, nella maggior parte dei casi, non hanno le risorse economiche per affrontare una seria campagna olimpica”.

A proposito di vela agonistica, cosa pensa della vittoria del riminese Max Sirena all’ultima America’s Cup e dell’annuncio del ritorno di Luna Rossa?
“Max Sirena è un grande patrimonio per tutto il nostro territorio. Dobbiamo valorizzare e comunicare, soprattutto ai ragazzi, quello che è riuscito a fare in questi anni. Sirena è uno splendido esempio di come con talento, passione e dedizione si possano raggiungere grandi risultati. Il ritorno di Luna Rossa non può essere che una bellissima notizia per l’Italia. Un team italiano di altissimo livello alla prossima America’s Cup non può che essere accolto con grande entusiasmo da parte di noi tutti”.

La sua esperienza a Loano. Ci sono differenze con l’approccio al mondo della vela della Romagna?
“A Loano sono direttore della Marina, gestisco un porto turistico che ospita circa 1.000 imbarcazioni con lunghezze che vanno da 6 fino a 80 metri, un cantiere navale molto importante come Amico, una spiaggia, 10 ristoranti e tanto altro. Sono totalmente impegnato nella gestione di questa azienda e ho, purtroppo, ’abbandonato’ la vela, sia professionale che turistica. L’unico contatto che continuo ad avere è grazie a Ciccio Rossi, direttore sportivo del Circolo Nautico di Loano, che ha sede all’interno della marina, con il quale collaboro ogni volta che mi propone di organizzare regate ed eventi. Abbiamo organizzato in questi anni molte regate di classi olimpiche, tutte di alto livello”.
Simone Santini

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