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Cincittà – La bella, la bestia e l’animazione vincente

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Ritorno alla tradizione della fiaba, al cartoon “epocale” che ha riportato definitivamente la Disney ai fasti (e ai successi) di un tempo. Correva l’anno 1991 quando i registi Gary Trousdale e Kirk Wise dirigevano uno dei film animati più amati da intere generazioni, con doppio Oscar (miglior canzone e colonna sonora, più la prima nomination in assoluto per un cartoon come miglior film). Ora a casa Disney è tempo di live action come si evince dalla nuova, sontuosa versione impaginata dal regista Bill Condon (autore di Demoni e Dei, del musical Dreamgirls e del doppio Breaking Dawn). Ai tratti disegnati si sostituiscono la carne e il sangue dell’affermata Emma Watson (Belle) e i corpi digitali degli oggetti animati del castello, ma ci sono anche attori di fama come Luke Evans (l’arrogante Gaston), Josh Gad (Le Tont) e Kevin Kline (Maurice). Speculare al cartoon, con alcune novità interessanti (il “viaggio” a Parigi che rivela aspetti inediti della vita di Belle), La Bella e la Bestia riprende il coraggio della “ragazza un po’ strana” con un cuore grande, capace di sacrificarsi per il padre e guardare la Bestia negli occhi come essere umano e non come repellente mostro. Naturalmente le canzoni (ahimè, nuovamente tradotte in italiano) e i numeri musicali (spettacolare “Stia con noi”) con aggiunta di novità (restate fino alla fine per i due brani inediti sui titoli cantati da Céline Dion e Josh Groban) fanno la parte del leone in un film che non sostituirà certo l’illustre predecessore (senza dimenticare la bella versione di Jean Cocteau del 1946) nel cuore di coloro che lo hanno amato, ma riaccenderà il sogno e la magia di una favola senza tempo, scritta da madame de Beaumont, residente nel villaggio di Villeneuve (il nome del paese di Belle).

Il Cinecittà di Paolo Pagliarani

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