Il Ponte

Cimiteri: è emergenza

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Sui banchi del Consiglio Comunale di Rimini è caduto pesantemente il 18 dicembre il dossier cimiteri preparato dal Settore Servizi Demografici cimiteriali e presentato dal consigliere PD Matteo Petrucci. Come sia stato accolto lo dice l’intelligenza di chi all’opposizione poteva approffittare di una carta tutta da giocare di fronte all’opinione pubblica e si è invece divertito a far battute grasse e commentini ironici. Ma i dati parlano chiaro: a parte il Cimitero Urbano e i due o tre cimiteri appena ampliati, per gli altri del forese la situazione è da emergenza.

Ecco i numeri relativi la disponibilità loculi: San Vito 0, Santa Giustina 0, San Lorenzo a Monte 0, San Martino in XX 0, Santa Cristina 0, Corpolò 0, Santa Aquilina 0, San Lorenzo in Correggiano 0; San Martino Monte l’Abate 33 (da 1 posto), Santa Maria in Cerreto 140 (da 1 posto) e 43 (da 2 posti), Casalecchio 131 (da 1 posto) e 3 (da 2 posti), Cimitero urbano 1066 (da 1 posto) e 202 (da 2 posti).
Praticamente la zona nord e la zona collinare di centro sono completamente sguarnite. Meglio va la zona sud (escluso san Lorenzo in Correggiano) e quella urbana. Migliore è la disponibilità degli ossari, presenti come disponibilità in quasi tutti i cimiteri.

Se si considera che negli ultimi 15 anni ci sono stati 19.744 decessi, di cui 1.623 lo scorso anno, è facile comprendere la situazione. “Il tempio crematorio aperto recentemente – ha detto Petrucci nel suo intervento – può attenuare la situazione, ma la cremazione è ancora lontana dalla mentalità comune ed è una scelta culturale che semmai va accompagnata nel tempo”.
Il Piano triennale parla di un investimento di circa 130.000 euro per la cappella di San Lorenzo in Correggiano, ma che probabilmente verranno destinati ad altre urgenze cimiteriali. Nel 2020 250.000 euro andranno per Corpolò. Nel 2021 erano stati stanziati 2 milioni per Santa Cristina, San Martino in XX e Santa Aquilina. Ma nel Piano che si andava ad approvare non c’era più traccia del finanziamento. Vedremo.

La sceneggiata in consiglio comunale

Che la politica si stia imbarbarendo è ormai giudizio comune, ma che la morte fosse oggetto di frizzi e lazzi dovevamo capirlo ascoltando la diretta su Icaro canale 211 del Consiglio Comunale di Rimini del 18 dicembre in occasione della discussione del bilancio 2019 – 2021.
Fra i consiglieri intervenuti, Matteo Petrucci del PD ha sollecitato il Consiglio comunale ad affrontare con serietà il grave problema della mancanza di loculi nei cimiteri della periferia. A quel punto è iniziata una commedia all’italiana di pessimo gusto.
Petrucci, che è giovane ma non è uno stupido, per dar forza al suo intervento, certamente sollecitato da molte persone che in questi anni si sono scontrati con il problema in momenti drammatici, come la morte di una persona cara, si era ben documentato. E così ha sciorinato al consiglio comunale, in modo un po’ provocatorio, l’elenco esatto della grave situazione cimiteriale esistente nel riminese, elencando cimitero per cimitero (vedi sopra).

Neanche fossimo nella peggiore commedia all’italiana dai banchi dell’opposizione son prima fioriti i sorrisini; qualcuno, si dice, abbia fatto le corna; le battute si sono sprecate, tanto che Sara Donati, presidente del Consiglio Comunale, è più volte dovuta intervenire per chiedere il silenzio e il rispetto di quanto diceva il consigliere.

Ma non bastava l’opposizione. Ad un certo punto anche il sindaco Andrea Gnassi, evidentemente scocciato che nella sua maggioranza fossero messe in evidenza certe pecche o forse perché ormai abbagliato dalle luci della ribalta culturale, ha chiesto a Petrucci con fare ironico: “tutte le lucine del cimitero funzionano bene?” e poi, alzandosi, “perché non porti il tuo curriculum alle onoranze funebri?”. E se n’è andato per non più rientrare in Consiglio.
L’andazzo è poi continuato con il consigliere Carlo Rufo Spina, capogruppo di Forza Italia, che ricco di ironia da avanspettacolo ha detto: “Mi sono divertito molto ad ascoltare il funebre intervento del collega Petrucci. Mai avrei pensato che dove di solito si tratta di posti letto negli hotel, si parlasse di posti per il riposo eterno, snocciolando i dati con tale competenza e dovizia di particolari, parlando di ossari, loculi, cimiteri e soprattutto di project financing per l’edilizia cimiteriale, mentre io vorrei che parlassimo di project financing per i parcheggi interrati. Certo interriamo anche lì, ma parliamo di parcheggi…”.
È vero che i morti non votano, ma anche i nostri politici dovrebbero ricordare che lo fanno i parenti dei defunti che nel giorno più triste della loro vita hanno chiesto un tombino nel cimitero di famiglia e si sono sentiti rispondere: “Mi dispiace non ce n’è”.

Il rispetto dei morti e del sentimento della gente ferita dalla perdita di un familiare merita un’attenzione particolare, che in politica dovrebbe assumere il nome di programmazione. Non battutine da osteria.

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