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Chiesa e Massoneria, quale convivenza?

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Chiesa e Massoneria, l’impossibile convivenza? Oppure il dialogo avviato negli ultimi decenni, specie in alcuni Paesi, ha portato a sostanziali passi in avanti? Quali sono i testi ufficiali con i quali la Chiesa cattolica giudica i “liberi fratelli”?
Di questi temi se ne parlerà lunedì 15 aprile (ore 21) nel salone parrocchiale della Chiesa “Cuore Immacolato di Maria” a Bellariva di Rimini, con il docente di diritto canonico P. Zbigniew Suchecki. “Chiesa e Massoneria” è il titolo della conferenza promossa dalla Parrocchia di Bellariva in collaborazione con il Gris di Rimini, un tema su cui è ancora necessario fare chiarezza.
Negli ultimi secoli la massoneria, fosse essa regolare, legittima, irregolare o «deviata», senza distinzioni, è stata condannata da diversi Papi in circa seicento documenti. La questione, comunque, è quanto mai attuale perché molti cattolici appartengono alla Libera Muratoria. Diversi studiosi di massonologia si sono ampiamente occupati del periodo storico e la pubblicistica massonica ha permesso di presentare le origini dell’Istituzione.
La massoneria universale moderna, regolare, che rapporto ha con la Chiesa Cattolica? E cosa dice la Chiesa Cattolica a proposito dei “liberi muratori”?
P. Zbigniew Suchecki tenterà di fare chiarezza su queste questioni.
Z. Suchecki (Kamienna Góra, Polonia 1960), sacerdote francescano conventuale, è dottore in Utroque Iure presso la Pontificia Università Lateranense (Roma). È docente nella Pontificia Facoltà di S. Bonaventura – Seraphicum, Consultore della Congregazione delle Cause dei Santi (nominato dal Papa) e autore di numerosi saggi e volumi, molti dei quali proprio sul tema Chiesa e Massoneria.
<+testo>“Il Codice di Diritto Canonico del 1917 dichiarava che coloro i quali si iscrivono alla massoneria o ad altre associazioni dello stesso genere, che macchinano contro la Chiesa incorrevano ipso facto nella scomunica riservata alla Sede Apostolica.
L’attuale posizione della Chiesa discende dall’intervento del Congregazione dottrina della fede del 1983 nei confronti della libera muratoria (comunemente chiamata massoneria). In essa non si parla più di scomunica, ma di peccato grave e di divieto di fare la comunione. Dopo questo testo, si è espressa anche la Conferenza episcopale tedesca ed altre Conferenze, come quella filippina ad esempio”.
<+nero>In Germania è stato avviato un dialogo.
<+testo>“C’è un dialogo cattolico-massonico, con incontri informali tra esponenti della Chiesa Cattolica e della massoneria. Tali incontri ebbero inizio in Austria, Italia e Germania. È andato avanti per sei anni”
<+nero>Con quale esito?
<+testo>“Resta una grande distanza. Un ateo non può aderire alla massoneria ma nello stesso tempo un libero muratore non può accettare dogmi. Neppure la divinità di Cristo. La visione di Dio della Libera muratoria non permette di pensare ad una rivelazione di Dio. Anzi, con la concezione del «Grande Architetto dell’Universo», il rapporto con Dio viene riportato su posizioni predeistiche”.
<+nero>Resta dunque una distanza sostanziale.
<+testo>“La visione del mondo dei liberi muratori (nel mondo sono 6 milioni) non è fissata in modo vincolante. Prevale la tendenza umanitaria ed etica. Il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi massoni. Un soggettivismo di questo genere non si può armonizzare con la fede nella parola di Dio rivelata e autenticamente interpretata dal Magistero della Chiesa.
Anche se la libera muratoria, in seguito alla persecuzione subita nel corso dell’epoca nazionalsocialista, ha compiuto una trasformazione nel senso di una maggiore apertura verso altri gruppi sociali, tuttavia, nella sua mentalità, nelle sue convinzioni fondamentali e nel suo «lavoro nel tempio», è rimasta pienamente uguale a se stessa.
Le opposizioni indicate toccano i fondamenti dell’esistenza cristiana”.
Paolo Guiducci

 

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