Il Ponte

Che il Galli canti

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Il Galli “entra in scena”. Dopo settantacinque anni di attesa, presto Rimini ritroverà il suo Teatro intitolato ad Amintore Galli, gravemente offeso dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale e per lunghi decenni rimasto come evidente ferita architettonica nel cuore storico della città.
“Grazie a questa riapertura – parole del sindaco Andrea Gnassi –  poniamo fine ad un lungo periodo di nomadismo culturale; penso ai tanti artisti e studenti costretti a cercare palcoscenici lontani o ai numerosi amanti della lirica e della prosa, in esodo verso altre città per seguire la propria passione. Rimini ritroverà – finalmente – il proprio tempio della buona musica, mettendo in cantiere nuovi progetti e scelte di coinvolgimento culturale”<+testo_band>.
Era infatti il 28 marzo del 2015 quando la piccola porzione del Foyer venne riconsegnata alla comunità; ad oggi, risultano completati la quasi totalità dei lavori di restauro e ripristino, ma il cantiere ha ancora bisogno di tempo.
E nel riabbracciare il Galli, che entro la fine dell’anno tornerà ad essere il cuore pulsante dell’attività musicale e teatrale riminese, si avvia il progetto di coinvolgimento rivolto alla città “Entra in scena” che ha l’obiettivo di legare, attraverso gradi differenti, l’attività del Teatro a chi ama la lirica, la buona musica e la prosa.
Per questo, la scelta – in linea con quanto avviene nei principali teatri italiani ed internazionali – si concretizza in una serie di iniziative di promozione, sostegno o contributi: formule diversificate di sponsoring o partnership dirette a privati cittadini, istituzioni, imprese o associazioni che potranno beneficiare dell’Art Bonus, il moderno strumento per i mecenati di oggi che consente un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano.
“Tutti possono sentirsi coinvolti nell’aiutare e nel favorire la crescita del rinato tempio della cultura – puntualizza Gnassi – Sostenere l’attività del Teatro significa investire e contribuire concretamente nel settore della creatività locale, nel presente e nel futuro della città di Rimini. È qui in atto una pagina reale di crescita della comunità e della sua storia. Le persone che decidono di partecipare al sostegno annuale dell’attività artistica potranno diventare «Amici del Galli» con una quota a stagione”.
Ma veniamo alla storia del Teatro: dopo una serie di progetti elaborati da professionisti locali, l’architetto Luigi Poletti di Modena (1792-1869), illustre esponente della scuola neoclassica romana, viene incaricato del progetto per la realizzazione del Nuovo Teatro di Rimini.
Il progetto prevede un tipico teatro all’italiana, ma con alcune significative varianti e istanze di stile illuminista. Nell’estate del 1857, il Teatro denominato Teatro Nuovo viene inaugurato con una memorabile stagione lirica da Giuseppe Verdi (unico caso in Italia), che presenta una nuova opera Aroldo, composta appositamente.
Il declino si rende evidente e feroce nell’immediato dopoguerra, quando l’architettura viene occupata dai militari e poi dai riminesi stessi, saccheggiato di arredamenti, mobilio e lampadari. Da allora, si sussegue una serie lunga di interventi e di tentativi per salvare l’edificio dalla completa distruzione e da un rovinoso abbandono.
A distanza di decenni, il Galli intende oggi presentarsi come un moderno teatro capace di abbracciare nuovamente la tradizione con uno sguardo lungimirante lanciato verso il futuro.
“Dotato di un nuovo e sintetico logo grafico che attinge all’originale grifone di Luigi Poletti, il Teatro è pronto per nuove programmazioni culturali anche in connessione con il Regio di Parma o il Comunale di Bologna. – rilancia l’assessore alle Arti Massimo Pulini – La stagione di prosa porterà a Rimini da novembre ad aprile uno spaccato della migliore produzione italiana, ospitando testi della drammaturgia classica e contemporanea, affidati ad alcuni fra gli artisti più affermati e amati dal pubblico e dalla critica, ma anche ai nuovi talenti della scena, spesso pluripremiati. Accanto ai generi più tradizionali come il dramma o la commedia, la programmazione offrirà anche spettacoli alternativi come il musical, l’operetta, il monologo d’autore”.
Ma non è tutto. Finalmente anche la Sagra Musicale Malatestiana potrà trovare una nuova casa: giunto alla sua 69ª edizione, il festival si consolida come uno dei catalizzatori artistici più rinomati e prestigiosi; la Sagra Musicale Malatestiana avrà approfondimenti sinfonici, la stagione di musica da camera ed altri appuntamenti dedicati al genio creativo dei compositori presenti in cartellone.
“L’auspicio – si augurano in coro sindaco e assessore – è di coinvolgere enti privati che intendano sostenere non solo il completamento dei lavori di restauro e adeguamento architettonico ma anche la programmazione culturale e di ricerca teatrale e musicale. Anche per questo motivo, l’inaugurazione non sarà in un solo giorno ma in una lunga serie di settimane, dense di appuntamenti e di eventi”.
In concomitanza con il lancio di ‘Entra in scena’, domenica 10 giugno (dalle 18) porte aperte del cantiere del teatro e del castello malatestiano per un happening dedicato alla cultura e alla voglia di festeggiare il ‘ritorno di un amico’ che manca da 75 anni.

Clara Castaldo

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