Il Ponte

Cars, quando correre è la ricompensa

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L’universo delle “macchinine sorridenti” si ripresenta al cinema per il terzo episodio: la saga automobilistica griffata Pixar ritrova, dopo il ridondante plot spionistico del secondo episodio, la più funzionale dimensione sportiva, con Saetta McQueen costretto a fare i conti con il nuovo che avanza: le auto da corsa supertecnologiche. Per nulla intenzionato a ritirarsi trova nuove motivazioni nella grintosa trainer Cruz Ramirez, auto latina di colore giallo, ideale spalla di questa puntata, ovviamente senza trascurare i carachters che hanno reso celebre il mondo di Cars, da Cricchetto a Luigi, da Sally a Mack fino a “Doc Hudson” che ritorna in flashback e filmati, un po’ con il groppo in gola: la voce originale era infatti di Paul Newman…
La carta giocata dalla Pixar in questo numero tre è quella del tempo che passa, un po’ come in Toy Story 3 e Saetta diventa protagonista di una classica storia di caduta e riscatto con un emotivo passaggio di consegne finale, porta aperta a sviluppi futuri. In un mondo dove la tecnologia si evolve alla velocità della luce, Cars 3 segue la strada del vecchio contro il nuovo, della tradizione contro il progresso, accentuando l’aspetto dell’esperienza acquisita che non può essere buttata via e deve solo trovare gli stimoli giusti per potersi nuovamente esprimere al meglio.
Con la bella colonna sonora firmata da Randy Newman, Cars 3 si presenta al pubblico di tutte le età, con spiccata predisposizione di affetto da parte dei più piccoli: la storia è piacevole e compatta, senza grosse sorprese, ma con tutta la simpatia dei personaggi. Nella versione italiana dobbiamo sorbirci le solite scelte non adeguate di “non doppiatori” come J-Ax e La Pina. Più spiritoso appare l’utilizzo del campione di Formula Uno Vettel.

Il Cinecittà di Paolo Pagliarani

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