Il Ponte

Ca’ Santino, da 20 anni è un luogo vivo per tutti

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Alla fine degli anni Novanta è solo un rudere, appartenuto ad una famiglia contadina a cavallo tra Romagna e Marche. La struttura viene recuperata, e comincia a rivelare la sua anima. Ca’ Santino è il centro che prende il nome dalla località in cui è stato realizzato: ed è qui che nasce un progetto rivolto a giovani e adulti con disabilità psichiche e mentali. Opera grazie all’accreditamento con le Istituzioni pubbliche perché gli ospiti possano avere una vita operosa a contatto con la natura. Una vita ricca di stimoli riabilitativi e socializzanti. Ma c’è di più. Ca’ Santino, infatti,  non è semplicemente un “sostegno”, è un soggetto vivo e attivo della comunità locale per la qualità dei servizi che offre agli ospiti e alle loro famiglie, per l’interazione costante con il sistema scolastico, per il posto che occupa nella progettazione sociale di un vasto territorio nella Valconca riminese che guarda alle Marche.
Vent’anni dopo, Ca’ Santino è una cooperativa sociale che festeggia i suoi primi due decenni di vita, e di vita donata. E lo fa con un incontro, venerdì 10 maggio (dalle ore 10), rivolto alle famiglie, agli Enti e alle istituzioni del territorio.“L’iniziativa sarà aperta alle famiglie, alle Istituzioni e a quanti hanno contribuito alla nascita e crescita del nostro Centro – spiega Meris Campolucci Marchini, Presidente Cooperativa Ca’ Santino – L’ appuntamento vuole essere un momento anche per prendere conoscenza delle attività e degli ambienti che i ragazzi ospiti della struttura vivono quotidianamente e riflettere su quale sia la strada giusta per poter garantire una miglior qualità della vita a tutti coloro che frequentano il Centro”.
All’appuntamento di venerdì sono state invitate tutte le istituzioni del territorio, in particolare: la Prefettura della Provincia di Rimini, attraverso un suo rappresentante, l’Assessore al Bilancio della Regione Emilia Romagna Emma Petitti, il Presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi, il Sindaco del Comune di Montefiore Conca, Vallì Cipriani e il vicesindaco del Comune di Riccione Laura Galli. Non mancheranno inoltre, i responsabili degli enti che collaborano con il Centro, come il Direttore Generale AUSL della Romagna, Marcello Tonini e un Rappresentante delle Istituzioni scolastiche.
I compleanni vanno festeggiati, quelli con tanti amici ancora di più e se sono ricorrenze meritano celebrazioni particolari. per festeggiare questa importante ricorrenza. Per questo il ventennale è anche l’occasione per alzare il velo su una pubblicazione “Come le nuvole, Ca’ Santino la sua storia”, 88 pagine che raccontano, attraverso testimonianze e immagini, il percorso di questa esperienza. Una storia, quelladel centro socio riabilitativo Ca’ Santino che parte da una casa e un podere che si trovano nella Valle di Levola tra le Colline di Montefiore Conca in Valconca.
Il Centro sorge su un’area di 13 ettari dotata di infrastrutture utili a realizzare diverse attività: dall’olio al pane, dal laboratorio di ceramica alla falegnameria. Qui gli ospiti si occupano anche dell’orto, della serra, del bosco e degli animali della Fattoria. Sono seguiti da operatori sociali, psicologi ed educatori. Oggi a Ca’ Santino lavorano oltre 40 persone impegnate in diverse mansioni: dalla assistenza continuativa alla organizzazione dei laboratori e all’attività agricola.

La nostra Cooperativa Sociale fornisce tre servizi – spiega Pierpaolo Frontini, Coordinatore del Centro, il Centro Socio Riabilitativo Residenziale ospita 18 persone. Ca’ Santino poi, è anche un Centro Socio Occupazionale Diurno e arrivano ogni giorno 20 adulti per fare le tante attività proposte ed infine accogliamo, solo nelle ore pomeridiane 20 ragazzi dai 6 ai 16 anni, nel progetto di Centro Socio Educativo. Per tutti c’è uno spazio, una possibilità di scelta, un obiettivo. Nella fattoria infatti c’è un posto e una occupazione per tutti”.
Ca’ Santino è anche una Fattoria aperta tutto l’anno alle scuole primarie e medie. Sono circa 1000 i bambini delle Province di Rimini e Pesaro che arrivano ogni anno nella valle di Levola per partecipare a laboratori educativi e sociali.

Per festeggiare i vent’anni di attività, oltre al libro sarà presentato il nuovo percorso pedonale e sensoriale. Questo tracciato nasce dall’esigenza di creare uno spazio intermedio tra i locali della Casa e l’area esterno del Centro: l’orto, la serra, l’uliveto, il maneggio, il frutteto. Si tratta di un percorso sensoriale, che abbatte le barriere architettoniche, con forme, colori e profumi che vanno di pari passo con le stagioni dell’anno. Una possibilità in più per tutti.
Tommaso Cevoli

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