Il Ponte

Al Meni 2019

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Stomaci e palati sono avvisati: il gusto, quello vero, raffinato e ricercato, sta arrivando (di nuovo) a Rimini. Tra pochi giorni infatti, il 22 e 23 giugno, torna Al Meni, la kermesse ideata dallo chef migliore del mondo, Massimo Bottura, per celebrare nella cornice della nostra città la cucina e i prodotti dell’Emilia Romagna.

Nei giorni dell’evento, giunto ormai alla sesta edizione, piazzale Fellini ospiterà l’ormai celebre “Circo 8 e ½ dei sapori”, un grande e colorato tendone da circo, punto focale di Al Meni (dal dialetto romagnolo “Le Mani”, titolo di una poesia di Tonino Guerra) e gigantesco omaggio di Bottura allo spirito visionario di Fellini, le cui suggestioni caratterizzano l’identità della città. Nel tendone si destreggerà tra i fornelli una squadra di 24 talenti della cucina (12 emiliano-romagnoli e 12 internazionali), per realizzare piatti unici. Lo scopo? Eliminare il più possibile quel senso di separazione e inaccessibilità del mondo della cucina stellata, immergendola in un contesto di pura festa popolare.

“L’Emilia Romagna ha una qualità di materie prime talmente straordinarie – le parole di Massimo Bottura – che basta solo che noi cuochi le tocchiamo con rispetto per farle esprimere. Dall’estero ci guardano, e vedono che siamo una regione che sa aspettare 25 anni prima di assaggiare un aceto balsamico tradizionale. Siamo matti? No, sappiamo ancora sognare”.

E fuori dal tendone il lungomare sarà animato dal grande mercato dei produttori di eccellenza della nostra regione, oltre a street food, musica, vini, gelato e prodotti di puro artigianato “fatto a mano” (programma completo su www.almeni.it).

Il vino, nuovo protagonista

Quest’anno, inoltre, più spazio e attenzione sono riservati al vino, presente anche in passato ma non come protagonista. E, soprattutto, quest’anno con la valorizzazione di prodotti dalla forte identità romagnola, grazie alla presenza del consorzio di produttori riminesi Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini.

“Quest’anno vogliamo dare un contributo alla manifestazione – dichiara Sandro Santini, presidente del consorzio – sottolineando la grande storia enologica del nostro territorio. E vogliamo farlo puntando i riflettori sul nostro vitigno più autoctono, la Rebola, che assoceremo a diversi piatti della tradizione marinaresca durante l’evento. Avremo, inoltre, dei momenti riflessivi durante i quali cercheremo di analizzare la vita e lo sviluppo enologico del vitigno della Rebola, che consideriamo la nostra punta di diamante”.

Non solo cibo

L’edizione di quest’anno, però, non sarà solo dedicata al mondo del gusto. L’evento è infatti declinato verso alcuni dei temi più sensibili di oggi e cari alla città: due su tutti, la sostenibilità ambientale e il recupero delle eccedenze. Per questo Al Meni 2019 ha deciso di aderire a Romagna Plastic Free / 2023, il protocllo d’intesa proposto dall’associazione Basta Plastica in Mare che si prefigge l’obiettivo di eliminare completamente l’utilizzo della plastica monouso. Per questo durante tutto l’evento l’associazione metterà a disposizione dei partecipanti un kit di borracce e sacche in tela naturale targate Romagna Plastic Free / 2023, “Romagna, lo dici e sorridi”, marchio di Destinazione Turistica Romagna. In aggiunta, saranno aumentati i punti di distribuzione dell’acqua gratuita, per limitare la vendita e l’utilizzo di bottiglie di plastica, in collaborazione con Hera.

“Dobbiamo fare un grande salto di qualità: la plastica in mare non deve arrivare più. – spiega Manuela Fabbri, presidentessa di Romagna Plastic Free – Questo protocollo d’intesa rappresenta un periodo di transizione, perché non abbiamo la bacchetta magica e ci vuole tempo. Il primo passo è stato fatto, dando il via a questo network con gli enti e le associazioni del territorio per arrivare a questo importante risultato”.

Il tema delle eccedenze alimentare è invece valorizzato dalla presenza di Food for Good, progetto di recupero di eccedenze negli eventi, curato da Federcongressi&eventi in collaborazione con Banco Alimentare ed Equovento, che mette in contatto le società di catering impegnate negli eventi con le onlus del territorio, in modo che queste recuperino il cibo avanzato per donarlo a chi ne ha bisogno. “Da tre anni collaboriamo con Al Meni – afferma Annalisa Giannini, di Food for Good – e Rimini è da sempre capofila del progetto, con risultati importanti: dal 2015 i piatti redistribuiti a livello nazionale sono circa 110mila,ai quali Rimini ha contribuito con oltre 30mila. Al Meni nel 2018 ha contribuito con 824 piatti redistribuiti”.

Guardare in profondità

“Per capire a pieno Al Meni bisogna inserirlo nel tempo che viviamo al giorno d’oggi. – interviene il sindaco di Rimini Andrea Gnassi – Viviamo al tempo degli algoritmi, dei Big Data e di una tecnologia che sposta il mondo. Di una certa parte di questa tecnologia ne abbiamo bisogno, è indubbio. Ma per fortuna, ancora oggi, abbiamo bisogno di piazze, di contatti diretti. Al Meni è una piazza al tempo degli algoritmi. Nelle piazze costruisci relazioni, con gli algoritmi costruisci connessioni. Una piazza in cui non c’è solo il gusto, la cucina e la festa del cibo, ma un luogo incontro, anche tra tutti gli attori di un certo settore, e che quindi non produce solo gioia ma anche, potenzialmente, benessere e stimoli alla nostra economia. Per apprezzare al meglio questo evento, dunque, bisogna analizzarlo in questo senso, andando in profondità”.

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