Il Ponte

Accipicchia… era Pio XII

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La Famiglia di Nazareth in esilio, Gesù, Maria e Giuseppe emigrati in Egitto ed ivi rifugiati per sottrarsi alle ire di un empio Re, sono il modello, l’esempio ed il sostegno di tutti gli emigrati e pellegrini […] di tutti i profughi di qualsiasi condizione”. Papa Francesco sta forse esagerando con questi continui appelli? “Basta con questo comunismo umanitario latino americano!” ribadiscono da destra…
Peccato che la frase non sia di Francesco, ma sia tratta dalla Costituzione Apostolica Exsul Familia, promulgata da Pio XII nel lontano 1952. Erano i tempi dell’operazione Sturzo, quando cioè il Vaticano vedeva di buon occhio un’alleanza tra democristiani e destra per le elezioni comunali a Roma. Insomma, tempi in cui dentro le Mura leonine non era proprio di moda il progressismo spinto. Certi “tradizionalisti” che si scandalizzano per il magistero di Papa Francesco dovrebbero cominciare seriamente a chiedersi se conoscono davvero il tradizionale Magistero della Chiesa, e non solo quello che torna loro comodo per le esigenze politiche del momento. Perché di magistero si tratta, a meno di non voler depennare anche l’insospettabile Pio XII dalla lista dei Papi ritenuti… validi.
La Exsul Familia è considerata la Magna Charta della pastorale dei migranti ed è ciò che ispira il magistero di Francesco. Pio XII scelse tale titolo per un esplicito riferimento alla Sacra Famiglia di Nazareth, costretta da Erode a vivere una migrazione forzata, in maniera uguale a quanto accadeva e accade a molte famiglie ieri e oggi. Erano gli anni del dopoguerra. La popolazione europea aveva vissuto un dramma che aveva provocato milioni di profughi e sfollati. La Chiesa si era adoperata per alleviare le sofferenza di tanti costretti ad abbandonare le proprie terre. Nel testo, papa Pio XII ricorda il compito di protezione che la Chiesa cattolica ha scelto di assicurare indistintamente a tutti coloro che si trovavano in difficoltà e pericolo. Questo è il Magistero della Chiesa, né di destra, né di sinistra. Nel 1950 si contavano ancora in Europa circa 12 milioni di sfollati, dei quali 1 milione e mezzo erano cittadini stranieri, giunti con le vicende belliche. Pio XII esorta ad una politica accogliente verso queste persone. Invita ad accogliere gli stranieri, gli esuli ed i rifugiati “che sono i nostri fratelli più bisognosi”. Eppure non c’era ricchezza. Certo meno di oggi. Anzi erano gli anni in cui milioni di Italiani lasciavano la loro casa e i loro affetti per cercare lavoro in Francia, Germania, Svizzera, Belgio e in tanti Paesi dell’America. Come accade oggi per tanti che giungono dall’Africa o dal Medio Oriente. Solo che ieri eravamo noi gli immigrati.

Giovanni Tonelli

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