Il Ponte

50 anni dopo, il miracolo

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“..Il giorno 7 marzo u.s. (era il 7 marzo 1959, ndr)improvvisamente ed inspiegabilmente la paziente) (si tratta di sr. Agostina Galli) disse di sentirsi bene, abbandonò il letto, chiese di poter mangiare. Visitata da me lo stesso giorno, trovai un polso valido e ritmico, ma soprattutto trovai un addome palpabile, indolente senza più tracce del piastrone peritoneale ripetutamente repertato.
Da allora la p. non ha più accusato alcun disturbo, si è sempre alimentata con appetito ed è aumentata circa 6 kg di peso”
.
A stilare questa dichiarazione in data 18 giugno 1959 fu il dottor Guido Rossi, medico condotto di Coriano, che aveva seguito sr. Agostina Galli durante tutto l’evolversi della sua malattia, fin dal 1949.
Suor Agostina era affetta da “peritonite T.B.C. e pleurite fibrinosa bilaterale”; Nel 1956 in seguito a comparsa di “miocardite tossica” dovette mettersi a letto, senza potersi quasi più alzare. Nel gennaio 1959 la situazione divenne gravissima: “aumentò la temperatura, comparve dispnea intensa, dolore precordiale, polso frequentissimo (140-145) e aritmico con extrasistoli, ipotensione e frequenti collassi cardiocircolatori… sull’addome era ben palpabile un grosso piastrone per peritonite scleroadesiva”. Infine “coliche addominali, anoressia, deperimento, diarrea alternata a stipsi, anemia intensa, vomito (tanto che la p. da una settimana non si alimentava più) completavano il quadro”.
Per farla breve e per dirla con parole semplici, dato che abbiamo poca dimestichezza con la terminologia medica, sr. Agostina stava morendo.
“Avevo sentito il dottore parlare con la superiora nel corridoio: dicevano che potevo morire da un momento all’altro. Ma io ero tranquilla, sapevo di avere vicino a me Gesù e la Madre fondatrice”.
E quella mattina del 7 marzo, intorno alle ore 11, la presenza di madre Elisabetta Renzi si fece concreta.

Il racconto di suor Agostina
Ecco come lo racconta la stessa suor Agostina.
“Era la mattina del 7 marzo 1959; ero sdraiata sul letto, non ci vedevo più, non sentivo più. Il giorno prima avevo ricevuto l’Unzione e Gesù Eucaristia come Viatico. Poi, visto che la mia fine sarebbe stata imminente, erano stati avvisati tutti i parenti.
Sentivo il mio respiro affannoso e breve breve, salire e scendere con fatica in gola. Ma non avevo paura e nella mia mente ripetevo: «Gesù, se tu vuoi fai ancora in tempo; manda madre Elisabetta e guariscimi». Poi non so come sia successo: stavo per esalare l’ultimo respiro e mi sono trovata improvvisamente seduta sul letto; ho provato ad allargare le braccia e… respiravo benissimo… Sono balzata fuori dal letto, in piedi, e camminando speditamente sono andata alla finestra ed ho visto i bambini della scuola che giocavano nel cortile. Erano le 11,15 del 7 marzo 1959.
Le suore che mi assistevano, pensando che io fossi in delirio, mi pregarono di tornare a letto. Io invece mi sentivo proprio bene e avevo una grande energia, ma il mio stomaco era vuoto perché da tanto tempo non mangiavo più. Ho detto: Io sto bene; ho fame, portatemi qualcosa da mangiare. Ho dovuto insistere, ma poi mi hanno portato un po’ di minestrina. Era come mettere qualcosa nel fondo di un sacco vuoto; allora mi hanno portato anche un pezzetto di carne di pollo ed io ho mangiato tutto tranquillamente”.

Nel pomeriggio dello stesso giorno il dottor Rossi andò per farle visita. “Viste le condizioni in cui mi aveva lasciata la sera prima, era convinto di dover scrivere e firmare il certificato della mia morte. Dopo avermi visitata non credeva ai suoi occhi ed esclamava: Qui è venuto Qualcuno a dire: Agostina, alzati e cammina!”.

Dopo la sua guarigione sr Agostina ha ripreso la vita normale, secondo lo stile di vita del suo Istituto, prestando il suo servizio dove la superiora la chiamava.
Oggi ha 92 anni e il Signore le ha conservato una mente lucida e una memoria prodigiosa. Ma sr. Agostina, da 50 anni in qua, gli anni li compie due volte all’anno: il 28 agosto per la prima nascita ed il 7 marzo per l’inizio della seconda vita, gli anni regalati dal Signore e dalla beata Elisabetta.
Sr. Agostina cosa si prova a ricevere 50 anni in regalo?
“Posso solo dire grazie al buon Dio e a Madre Elisabetta, ora beata. Lo ringrazio perché ha rivolto il suo sguardo verso di me, povera e misera creatura, ha ascoltato la mia preghiera e quella di tante persone che pregavano per me. Lo ringrazio perché ha mandato Madre Elisabetta e, per sua intercessione, mi ha guarita”.

Sr. Agostina, dal 2004, è tornata a Coriano ad occupare quella stessa stanza nella quale ha passato tanto tempo da malata; una stanza attigua a quella che a suo tempo fu occupata dalla beata Elisabetta. Se è vero che a guarirla è stato il Signore, lei crede però che lo abbia fatto anche per intercessione della beata Madre fondatrice.
“La sento come se camminasse e vivesse accanto a me. Desidero tanto che sia conosciuta da tutti e che anche le Suore la amino molto, e soprattutto la imitino nella santità. Il miracolo della guarigione, di cui Dio mi ha fatto dono, sia una provocazione per tutti, soprattutto per chi vive lontano da Dio, perché, detto per inciso, cinquanta anni fa il Signore non ha guarito solo me, ma ha ridato la speranza e la fede ad un cuore che da tanto tempo aveva smarrito Dio. Come non ringraziarlo con tutte le forze e per tutta la vita?”.
E allora a noi non rimane che augurare a suor Agostina di vivere ancora a lungo, per essere testimonianza visibile della misericordia del buon Dio e della affettuosa vicinanza della beata Elisabetta.

Egidio Brigliadori

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