Il Ponte

Leon Battista Alberti – Il lavoro prima di tutto…

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alberti---ottica-1La scuola serale “Arte e Mestieri” nasce nel 1882 a seguito della legge Cairoli che prevedeva la formazione degli operai. Nel 1919 diventa diurna e si articola in 4 sezioni: Aggiustatori, Tornitori meccanici, Fabbri, Falegnami-Ebanisti aggiungendo poi nel 1933 anche le sezioni di Muratori e Cementisti, Motoristi e Montatori per Aviazioni, Motoristi e Montatori per Trattrici Agricole, Motoristi, Radiotelegrafisti, Marconisti e ulteriori corsi di specializzazione post-qualifica. Ma è dagli anni ’60 che la scuola Industriale viene trasformata in Istituto Professionale prendendo il nome di “L. B. Alberti” dirigendo le specializzazioni delle varie sezioni verso le necessità territoriali. Dall’anno scolastico 2002/03 l’Istituto annovera anche l’indirizzo ottico, trasferendosi definitivamente dalla storica sede di piazzetta Teatini al centro Studi della Colonnella, riammodernando le strutture e i laboratori. La reggente scolastica è Alberta Fabbri, preside del Liceo Scientifico Albert Einstein che afferma: “Vorrei davvero che si iniziasse a conoscere meglio questa scuola. Io per prima una volta diventata reggente ho scoperto una bellissima realtà, dove si lavora sodo, ci si rispetta e ci si sente a casa”. I ragazzi che frequentano la scuola, durante le ore diurne sono 500 mentre sono 180 quelli che frequentano il serale. Gli indirizzi del serale sono due: Ottico e Manutenzione e Assistenza tecnica ed entrambi guardano al territorio, cercando di formare figure professionali in grado di rispondere alle esigenze del mondo del lavoro. “Inoltre in questa scuola c’è anche la possibilità di fare dei corsi di FP, Formazione Professionale – afferma il Professor Franco Cricenti, collaboratore del dirigente scolastico e professore di fisica – e questo serve per i ragazzi che hanno bisogno di andare a lavorare e non possono permettersi di attendere altri due anni per uscire dalla scuola”.

L’indirizzo di Manutenzione
e Assistenza tecnica
Oltre alle ore canoniche di lezione, dove si svolgono materie classiche come italiano, storia, matematica così come tutte le previste dal piano ministeriale, la scuola è caratterizzata da laboratori specializzati per ogni settore di ricerca. Ma le ore previste per i laboratori qui sono raddoppiate. Il Professor Borra Marco, che insegna Laboratorio tecnologico e meccanico, racconta di come questi laboratori siano il cuore della scuola. “C’è il laboratorio macchine utensili in ambito meccanico, all’interno del quale ruotano tutte le classi, dalla prima alla quinta in base a quello che è il loro percorso. Ci sono macchine utensili tradizionali, torni, fresatrici, dentatrici e macchine speciali. Oltre a questo laboratorio c’è quello tecnologico dove i ragazzi di terza quarta e quinta si cimentano nella programmazione automatica delle macchine utilizzando il linguaggio G-Code”. Da quest’anno, inoltre, è stato attivato un progetto nuovo per le eccellenze scolastiche che riguarda le stampanti 3D. “Stiamo collocando la stampante in un laboratorio apposito dove i ragazzi partendo da un’idea sviluppano il modello matematico, l’industrializzazione, utilizzo del prototipo di stampa per i processi fusori. Fanno tutto, dalla A alla Z”, continua il prof. Borra. C’è inoltre un laboratorio di diagnostica, che è una vera e propria officina che si occupa di tutto quello che è considerato veicolo. Ci sono tutte le attrezzature che si trovano nelle officine moderne e tutti i sistemi di diagnosi informatica.

Una maturità particolare,
una scuola particolare
In questa scuola i ragazzi possono decidere la modalità di svolgimento dell’esame di maturità. Possono decidere se portarla avanti a livello teorico, oppure se svolgere la prova in maniera concreta, spiegando nella pratica del laboratorio qual è l’argomento della tesina e del proprio progetto. “I ragazzi devono saper relazionare quindi devono aver in qualche modo vissuto la situazione che stanno spiegando. Noi quindi caldeggiamo questa modalità di esame. Così facendo dimostrano di trovarsi a loro agio nella realtà nella quale si sono formati, anche perché in questa realtà dovranno trovarcisi un giorno, lavorando per conto proprio”.
I professori inoltre, per permettere ai ragazzi di fare più pratica possibile accettano anche lavori esterni, richiesti da chi non ha possibilità economiche oppure da chi non ha fretta che il lavoro venga fatto in tempi troppo brevi. Nell’officina della scuola ci sono macchine d’epoca, sulle quali operano un certosino lavoro di restauro. “Le persone quindi comprano i pezzi necessari, da noi indicati, e poi ce li portano. Pagano quindi solo i materiali e non la manodopera. Al momento stiamo ultimando una 500 d’epoca e in magazzino abbiamo anche una Berkley, un veicolo degli anni 60 a tre ruote. L’abbiamo presa in carico per poterla restaurare sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista funzionale. In questo caso i pezzi di ricambio ci arrivano dall’Inghilterra. Ci capitano anche macchine o motorini di professori o ragazzi che rimangono a piedi, motorini. E così li portano da noi”. Finiti i 5 anni, la maggior parte dei ragazzi si inserisce nel mondo del lavoro e in parte minore continuano a studiare. “Generalmente si iscrivono a ingegneria e ottengono ottimi risultati perché imparano la teoria, avendo prima fatto le cose con la pratica qui da noi. Un ragazzo diplomato da noi ora fa ingegneria a Modena ed è già alla specialistica. Ogni tanto ci raggiunge in laboratorio per sporcarsi le mani”, conclude il Prof. Borra.  La scuola si distingue inoltre per i progetti di innovazione, come lo Scooter a Metano, per la formazione in collaborazione con la Volvo Trucks Academy di tecnici nel settore camion e autobus, nella formazione di esperti nel settore termoidraulico per risolvere le problematiche legate ai costi di acqua, energia elettrica e gas. E di progetti ce ne sono molti altri.

L’indirizzo socio-sanitario: Ottico
È un percorso di formazione professionale della durata di 5 anni dell’Indirizzo socio-sanitario e forma personale con competenze ottiche e oftalmiche necessarie per realizzare, nel laboratorio oftalmico, ogni tipo di soluzione ottica personalizzata e per confezionare, manutenere e commercializzare occhiali e lenti, nel rispetto della normativa vigente. “È qui che io insegno. Sono professore di fisica e devo dire che in questo indirizzo i ragazzi sono molto preparati e pronti ad affrontare materie che non possono dirsi canoniche, da liceo in sostanza”, afferma il Prof. Cricenti. Questo indirizzo, nato poco più di 10 anni fa ha già all’attivo moltissimi laureati che, a differenza dell’altro indirizzo, tendono a volersi specializzare e ad iscriversi all’Università “scelgono sempre facoltà come Optometrista e Optottico, ambito socio-sanitario ma possiamo dire con orgoglio che un nostro diplomato ha passato l’esame di ammissione a Medicina lo scorso anno. L’unico che aveva fatto il test, dei nostri diplomati, è passato. Ne siamo orgogliosi”. Ma questa scuola offre anche altri sbocchi, inserendo i diplomati nel campo delle telecomunicazioni, dell’illuminotecnica e della fotografia. In questa scuola inoltre non mancano i progetti ad ampio respiro. “Al momento quando costruiamo gli occhiali, dobbiamo rifornirci in anticipo delle montature, perché non abbiamo la possibilità di crearle per conto nostro. Ma con la stampante 3D che ora abbiamo, vorremmo progettarle, crearle in maniera da creare un nostro Brand e commercializzarle”. E le competenze all’interno della scuola non mancano, perché dove c’è professionalità, si creano anche soluzioni a necessità urgenti. “Un ragazzo della classe seconda, ha notato che non avevo gli occhiali. È andato in laboratorio e me ne ha preparato un paio in 20 minuti. Ha fatto tutto da solo: ha preso la lente, l’ha tagliata, l’ha molata e poi l’ha montata”.

Sara Ceccarelli

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