“Stazione Sicura” oggi, ma del doman...

29 gennaio 2012 | 9:00
RIMINI: Il 28 febbraio 2012 scade l’accordo siglato tra Ministero degli Interni, Comune di Rimini, associazioni Papa Giovanni XXIII e Caritas. Che fine faranno il servizio e il numero verde?
“Stazione Sicura”  oggi, ma del doman...
Due anni fa aveva messo d’accordo tutti: quella parte di città che chiedeva maggiore “decoro” per la stazione di Rimini, spesso “dormitorio” per persone prive di un’alternativa dove trascorrere la notte, e il popolo dei senza fissa dimora che finalmente poteva trovare un punto di riferimento al quale rivolgersi nella speranza non solo di trovare un letto caldo in cui dormire, ma anche una parola di conforto e amicizia. Il progetto “Stazione Sicura” aveva avuto l’ok del Ministero degli Interni, con un finanziamento di 218.540 euro, pari al 70% del costo complessivo. Altri 93.660 euro li aveva sborsati il Comune. Dal 1 marzo 2010 gli operatori di Caritas diocesana e Papa Giovanni XXIII, impegnati tutte le sere dalle 19 alle 24 davanti alla stazione riminese, sono diventati un sostegno prezioso per decine di senzatetto. Se all’inizio dovevano essere operatori e volontari a cercare chi dormiva vicino ai binari o nelle sale d’attesa per convincerli a passare la notte nelle strutture d’accoglienza di Caritas e Capanna di Betlemme, oggi sono questi a cercare Georgiana, Nicolò, Carlo e le altre “pettorine”. Il progetto comprende un numero verde (800 912236) pubblicizzato nei totem all’ingresso della stazione, per le segnalazioni da parte di cittadini e turisti di persone disagiate.
Il 28 febbraio, però, tutto questo potrebbe finire. O perlomeno, scadrà l’accordo con il vecchio Ministero. Tradotto, non saranno più a disposizione i fondi nazionali. “Da quanto si può intuire adesso come adesso, il servizio finirà” dice Georgiana della Caritas. “La cosa ci preoccupa molto: le persone si sono abituate a vederci, a venirci a cercare. Per loro siamo un servizio di sostegno, orientamento, informazione. E noi ormai siamo diventati come loro”.
Per evitare che un punto di riferimento tanto importante venga meno, Caritas e Papa Giovanni si stanno interrogando sul da farsi. “In realtà noi facevamo questo servizio ancora prima che arrivassero i fondi dal Ministero e dal Comune” chiarisce Carlo Fabbri della Papa Giovanni XXIII. Che sul futuro accende una luce di speranza. “Noi siamo intenzionati non solo a proseguire questa esperienza, ma a potenziare la nostra presenza in tutti i luoghi più frequentati dai senza dimora in città (ponti dell’Ausa, parco Marecchia, ecc.) e anche negli altri comuni”. Già oggi, spiega, i volontari arrivano fino alle stazioni di Riccione e Santarcangelo. “La stazione di Rimini, da quando sono stati fatti i lavori, non ha più una sala d’attesa e zone dove sostare - prosegue Fabbri - per questo diventa importante estendere il giro anche ad altri luoghi della città e della provincia”.
Idee ambiziose, ma restano due interrogativi: con quali finanziamenti continuare e potenziare un progetto che non sarebbe più solo limitato alla stazione di Rimini? Inoltre, che fine farà il numero verde che fino ad oggi si è rivelato molto utile in questa esperienza?
L’assessore alla Protezione sociale del Comune di Rimini, Gloria Lisi, ha già aperto un tavolo con le associazioni “per vedere se con la progettazione dei Piani di Zona è possibile dare una continuità sia al servizio di pronto intervento, e quindi al numero verde, sia al secondo giro nelle altre zone della città”. Ancora presto, però, per dire quanto stanzierà in tutto questo il Comune. La caccia ai fondi è partita: c’è in gioco non più solo una stazione, ma una città sicura.

Alessandra Leardini
487683
NOTIZIE SIMILI

28-01-2009 |
L’abbraccio del Vescovo di Oradea

17-06-2008 |
Romania, così vicina, così lontana

24-04-2008 |
L’identikit del povero “riminese”