RICCIONE: Venerdì 2 maggio, a 24 anni dalla morte, celebrazione eucaristica a San Girolamo per rivivere il carisma della serva di Dio Sandra Sabattini
Sono trascorsi 24 anni dalla morte di Sandra Sabattini ma il suo sorriso, la sua gioia di vivere, il suo amore per Cristo sono sempre una testimonianza viva, tangibile. E venerdì 2 maggio, nella chiesa di San Girolamo, erano davvero tante le persone che hanno voluto ricordare questo anniversario un po’ speciale, perché è stato il primo senza don Oreste.
“Se in questa città ci fossero solo dieci ragazzi con lo stesso spirito di Sandra potremmo convertire tutti - ha detto il Vescovo Francesco duranta la sua omelia - perché con il suo sorriso, con il suo diario, con tutta la sua vita Sandra ci dice che essere giovani, cristiani e felici è possibile, il suo è davvero un messaggio di gioia e di simpatia universale, è un messaggio di totalitarietà. Se uno sceglie il cristianesimo e lo sceglie in modo totale, con tutto il cuore, con tutta la grinta di cui è capace, il cristianesimo mantiene la promessa e ci fa felici. Sandra è l’incarnazione perfetta di questo messaggio. Un modello che molti ragazzi dovrebbero seguire per testimoniare che seguire Cristo significa intraprendere una strada di gioia e di grande speranza. La speranza nella vita e nel prossimo”.
Quella stessa speranza che lo zio don Giuseppe Bonini con tutti i familiari e gli amici della Papa Giovanni XXIII, hanno di vederla nominata almeno venerabile.
“La causa di beatificazione è iniziata a fine settembre del 2006 con una seduta pubblica che si tenne nella chiesa di San Girolamo e nella quale fu nominato il Tribunale - spiega don Giuseppe Tognacci, giudice delegato della causa -adesso siamo nella fase finale, almeno per quanto riguarda l’istruttoria diocesana. Abbiamo ascoltato ormai l’80 per cento dei testimoni, una settantina di persone in tutto forniteci dal postulatore, monsignor Fausto Lanfranchi. Ci mancano le dieci persone che hanno letto il diario”.
Perché per chi non ne fosse a conoscenza, i testimoni sono stati divisi in tre gruppi.
“Il primo - continua don Giuseppe - è rappresentato da tutte quelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscere Sandra in vita e che perciò ci hanno dato una testimonianza diretta; il secondo, invece, è formato dalle persone che ne hanno sentito parlare, mentre il terzo, che poi è anche l’ultimo che dobbiamo ascoltare, è rappresentato da tutte quelle persone che hanno avuto un rapporto spirituale con Sandra grazie alle pagine del suo diario”.
Ma cosa accadrà una volta raccolte tutte le testimonianze?“Prima di chiudere la fase diocesana della causa di beatificazione ci sarà una sessione pubblica come è accaduto all’inizio del processo. In questo caso, però, verranno riesumati i resti di Sandra che si trovano nel cimitero di Sant’Andrea in Casale, a San Clemente e lì bisognerà costituire un gruppo di persone che, sempre sotto la presidenza del Vescovo, farà una relazione sul loro stato di conservazione. Poi i resti di Sandra verranno ricollocati non più per terra dove riposa ora, ma in un tombino di famiglia. Mi raccomando, si parla di resti ricollocati e non di traslazione”.
Se tutto procederà per il verso giusto, già a fine settembre la fase diocesana si potrebbe ritenere chiusa.
“Speriamo. - conclude don Giuseppe - A quel punto tutto il materiale che abbiamo raccolto in questa fase istruttoria che perciò non giudica ma raccoglie, verrà consegnato presso la Congregazione delle Cause dei Santi e lì verrà giudicato da chi di dovere. Verranno realizzati anche uno o più volumi, chiamati in termine tecnico La Positio, e proprio su quel materiale i membri della Congregazione daranno il loro giudizio. Se riconosceranno che Sandra ha vissuto eroicamente tutte le virtù la causa andrà avanti, altrimenti terminerà. Se come tutti speriamo queste virtù verranno riconosciute Sandra sarà Venerabile (come Carla Ronci, ndr) e a quel punto si dovrà attendere il miracolo per far continuare la causa. Se ciò avvenisse, un nuovo tribunale dovrebbe riscontrarne la veridicità e Sandra diventerebbe Beata (come Alberto Marvelli, ndr). Per la santità, invece, ci sarebbe bisogno di un secondo miracolo. Ma questo sarà tutto a Dio piacendo”.
Francesco Barone